Mese: febbraio 2015

QUANDO JOHN QUINCY ADAMS CHIESE IL CANADA AGLI INGLESI

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Certo, come ebbe a scrivere David Ramsay, non è che l’amministrazione di James Madison abbia condotto al meglio la Guerra del 1812.
Afferma giustamente lo storico “La presa della città di Washington, quasi senza spargimento di sangue, basterebbe di per sè a rendere meritevole di un giudizio di condanna il governo che lo permise”.
Il riferimento, ovviamente, è alla conquista da parte inglese sul declinare d’agosto del 1814 della capitale federale USA e agli incendi appiccati dai conquistatori alla dimora presidenziale, alle sedi delle due camere e al Campidoglio.

CHE FINE HA FATTO LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO? QUELLO CHE RESTA DELLE PROMESSE DI TSIPRAS

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“La Troika è una istituzione che non riconosciamo e non metterà più piede ad Atene” tuonava Alexis Tsipras lo scorso 25 gennaio. A meno di un mese da quella pericolosa promessa il premier greco ha già dovuto fare marcia indietro: dovrà scendere a patti proprio con Ue, Bce e Fmi presentando un documento con misure che l’Europa dovrà approvare per consentire alla Grecia di beneficiare di assistenza finanziaria per altri quattro mesi. La lotta all’Ue e all’austerity, priorità che avevano scatenato una sorta di euforia contagiosa per la vittoria di Tsipras, sembrerebbero già dimenticate.

PACATO DISCORSO AI GUERRAFONDAI

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L’Italia sollecita l’Organizzazione delle Nazioni Unite ad autorizzare un intervento militare in Libia, per ricondurre sotto controllo quel Paese. L’Italia si dichiara pronta a dare un proprio contributo in termini di soldati da schierare nel teatro di guerra; si fanno anche le prime quantificazioni e si parla di cinquemila unità dell’Esercito.
Ci sarebbe una terza affermazione, che si fa fatica a riportare perché esagerata: l’Italia è pronta ad assumere la guida dell’eventuale intervento internazionale.
Proviamo a valutare razionalmente il significato di queste frasi, che ritroviamo nei quotidiani cartacei, nei periodici on-line, e che sentiamo ripetere nei telegiornali e nelle trasmissioni televisive.

PERCHÉ L’ITALIA NON È PRONTA A UN INTERVENTO MILITARE IN LIBIA

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Mentre in Libia sale la tensione dopo i raid egiziani sugli obiettivi dell’Isis, in Italia i partiti litigano su come intervenire. Il ministro Paolo Gentiloni promosso “crociato”, già parla di una iniziativa dell’Onu con un corpo di spedizione guidato dall’Italia. L’obiettivo finale sarebbe quello di riconquistare le città che sono state prese dai terroristi. L’opinione pubblica e gli esperti valutano le conseguenze di un possibile intervento, ma i più avveduti sperano che nessuno prenda in parola le affermazioni del Governo.

I PIÙ QUALIFICATI SE NE SONO ANDATI O SONO IN PROCINTO DI FARLO?

>>>ANSA/ALFANO TENTA ULTIMA MEDIAZIONE;ALTOLA' FITTO, VUOLE TESTA CAV

Per chi come noi credeva che un partito come Forza Italia, che s’ispirava ai principi del liberismo, avrebbe potuto svolgere un ruolo importante nella società italiana, vede svanire una tale speranza.

Il presidente Berlusconi era riuscito, all’inizio, a radunare attorno a sé uomini molto qualificati di estrazione liberale.

A poco a poco, però, gli stessi se ne sono andati (v. ad es. il prof. Urbani, il prof. Pera, il prof. Tremonti, l’on.le Alfano). Stando alla stampa sarebbe in forte dissenso con la presidenza anche l’on.le prof. Antonio Martino, per non parlare dell’on.le Fitto e dei suoi sodali.

“EXCUSATIO NON PETITA ACCUSATIO MANIFESTA” (=LE SCUSE NON RICHIESTE SONO UNA ‘ACCUSA MANIFESTA PER CHI LE FORMULA)

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E’ un detto che ha un fondamento d verità o che tale può apparire.
Nel caso dei nostri fanti di marina il Governo Monti, sotto la probabile spinta di interessi commerciali con l’India, ha commesso il grave errore di pagare (non ci risulta che si fosse stato richiesto) un indennizzo alle famiglie dei pescatori indiani morti nell’incidente dando in tal modo l’impressione di accettare la tesi delle autorità indiane della responsabilità dei nostri due militari.

Ha peggiorato la situazione non chiedendo “vigorosamente ” a Nuova Delhi un arbitrato internazionale:
“Dulcis – si fa per dire – in fundo”, malgrado l’atteggiamento offensivamente dilatorio di quelle autorità, rinviò i due malcapitati in India.

IL MERCATO DEI FIGLI

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Da qualche tempo si sta diffondendo in Europa quel che può essere definito “il mercato dei figli” (N.B. v. per maggiori dettagli il sito “Citizenorg.it dal quale abbiamo attinto le notizie che seguono). In breve si tratterebbe di questo ovvero la “maternità surrogata” tramite un utero preso in affitto che rischia ora di fruire dell’avvallo (in tutti i paesi membri dell’Unione Europea) in forza di una sentenza emessa il 27 gennaio del crt. anno dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.).

CHE COSA CAMBIA DOPO L’ELEZIONE DI MATTARELLA

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Tra le righe di un discorso d’insediamento sobrio e rassicurante, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inserito concetti che hanno sorpreso. Il nuovo inquilino del Colle, ex esponente della sinistra democristiana, ha stupito con alcune affermazioni inaspettate. Ecco uno dei passaggi più interessanti del suo discorso: “Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito. Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali”.