IL DUBBIO

$_35Dubitiamo e quindi soccomberemo

1985, Bompiani pubblica ‘Riscatto’, il secondo romanzo di Jay McInerney.

Lo scrittore di Hartford ha appena riscosso un grande successo a livello internazionale con ‘Le mille luci di New York’.

Contano tutti sul bis che non ci sarà.

Peccato, direi.

Non che fosse un capolavoro: si trattava di una storia strana, con echi conradiani e riferimenti precisi a Hemingway.

Un giovane eppur ‘consunto’ americano in cerca appunto di riscatto in Giappone, le arti marziali, la sciabola o forse la spada, un dolore dell’anima inspiegato e presente…

Un epilogo ‘giusto’: nel duello all’arma bianca che oppone il protagonista al ‘vilain’ di turno, il Nostro ha per un attimo la possibilità di uccidere il rivale che si è scoperto.

All’atto, indugia percorso dal dubbio che, uomo ‘civile’ quale è, ne caratterizza il tratto.

La pagherà cara quell’indecisione: il ‘vilain’ approfitterà poco dopo di una sua stanca mossa, gli troncherà senza battere un ciglio torace e vita e se ne andrà assolutamente soddisfatto.

Perché parlare oggi di ‘Riscatto’ e in specie del suo epilogo?

Ecco, mi è tornato alla mente guardando all’atteggiamento occidentale in genere e italiano in particolare, al ‘modo’ con il quale si affrontano e non si risolvono le gravi, vere questioni che ci propone la contrapposizione con l’Islàm.

Noi, percorsi dal dubbio, devastati da decenni e decenni dalla lacerazione interiore conseguente alla ‘scoperta’ della ‘colpa dell’uomo bianco’ per la quale, in buona sostanza, dobbiamo scusarci di ogni nostro atto a partire dalle crociate per arrivare alla colonizzazione, non riusciamo a (non vogliamo) deciderci sulle azioni da intraprendere.

Loro, pervasi da incrollabili, indubitabili, certezze, non discutono, non si arrovellano: agiscono!

Chi mai, cristiano, in occidente, oggi partirebbe per la guerra o si sacrificherebbe con animo lieto come fanno, sanno fare i mussulmani?

Siamo destinati a perdere: il dubbio, l’indecisione conseguente ci porteranno alla rovina!

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