Anno: 2015

PENSIERINI DI FINE ANNO

pensiero

“Logorrea” dal greco “logos” (parola, discorso) e da “rea” (scorrere) s’intende la verbosità irrefrenabile talvolta patologica.
“Megalomania” dal greco “megalos” (grande) e “mania” (pazzia) significa la tendenza a presumere esageratamente delle proprie possibilità economiche o intellettuali che si traduce in atteggiamenti e comportamenti di burbanzosa prosopopea. Sono difetti non infrequenti tra gli uomini di potere.

L’ AFFAIRE BANCARIO

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Si attribuisce al grande economista J.M.Keynes questa battuta: “Rapinare una banca è un crimine ma fondarne una è un delitto di maggior gravità”.
All’origine di due crisi economico-finanziarie a livello mondiale (quella del 1929 e la più recente generata dal fallimento della banca Lehman) c’è il sistema bancario statunitense non controllato adeguatamente.
E’ indubbio che gli istituti di credito siano essenziali per il sistema economico.

L’INSTABILITA’ NEL MONDO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI

relazioni

Forse dalla crisi economica l’Italia sta lentamente uscendo ma non ci sembra che l’atmosfera in materia di relazioni industriali sia ottimale. E’, infatti, stato proclamato uno sciopero degli addetti ai trasporti urbani di Roma venerdì 4 dicembre che ha paralizzato l’Urbe proprio prima del c.d. Ponte dell’Immacolata.

Non è di buon auspicio per l’imminente Giubileo.
Sorge il dubbio che i sindacati vogliano riaffermare il loro potere forse perché stanno avvertendo la flessione degli iscritti. Il movimento sindacale in Italia ha avuto molti meriti ma, probabilmente, i difetti sono stati nel corso degli anni maggiori.

Siete d’accordo a regalare qualche centinaio di miliardi alle nostre banche?

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“Bad bank”, “Non performing loans”, “Asset management company”, quando non si vuol far capire qualcosa basta dirlo in una lingua straniera. Cerchiamo di tradurre in Italiano la situazione.

Da mesi le banche italiane premono il Governo per raggiungere una soluzione al problema dei prestiti che i debitori non sono più in grado di onorare. Si tratta, al momento, di circa 330 miliardi di euro ma la somma è destinata a salire fino al 2018 (nessuno però sa di quanto). Alle banche piacerebbe sostanzialmente che lo Stato, o chi per lui, liberasse i loro bilanci dal fardello.

Bat Ye’ Or: “Verso il Califfato Universale”

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Bat Ye’ Or (in ebraico significa “figlia del Nilo”) è lo pseudonimo di Gisèle Litman, nata al Cairo nel 1933 da una famiglia israelitica, esule in Gran Bretagna, ha poi acquisito la cittadinanza inglese e vive a Londra.

E’ un’esperta delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici e di Islam.. Ha, tra l’altro, scritto un saggio, pubblicato prima negli Stati Uniti poi in Francia quindi in Italia(sempre da Lindau), che ha riscosso notevole interesse: “Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana,antioccidentale,antisemita” (è stato recensito su questo giornale l’8 dicembre 2006 da Roberto De Mattei), in cui, traendo lo spunto dalle furibonde reazioni in tutti i paesi mussulmani alle caricature pubblicate a fine settembre 2005 sul giornale danese “Jyllen Posten”, denunzia la notevolissima pressione, esercitata in varie forme, con la quale il “jhad”culturale cerca d’imporre all’Europa la visione islamica della storia,della civiltà,della politica.

Attacco all’Occidente – Che fare?

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La domanda è di una difficoltà estrema e sta inquietando tutte le Cancellerie. Forse sarebbe utile ,innanzi tutto, conoscere a fondo le basi ideologiche del fenomeno onde prevedere -per quanto possibile- le prossime mosse dell’avversario. Abbiamo l’impressione che questa conoscenza non sia completa da parte delle forze politiche e ,per conseguenza, degli organismi governativi preposti alla sicurezza.

In morte di Mario Cervi

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17 novembre 2015
Non cancellerò dalla rubrica il tuo indirizzo mail, carissimo Mario.
Quell’indirizzo al quale quotidianamente scrivevo e ancora ieri ho scritto.
Non cancellerò il tuo numero telefonico dal cellulare.
Non potrò mai cancellare dalla memoria i nostri infiniti incontri, il tuo sapere, la tua disponibilità, il tuo forte spirito, il tuo affetto.
Il giorno del tuo novantaquattresimo compleanno ti ho chiesto come andasse la vita e ben ricordo il magnifico, squillante, “Mica male!” ricevuto in risposta.
Tornerò lungamente a parlare di te, del mio antico, fraterno direttore.
Sappi, caro Mario, che ti invidio anche la morte.
Una ‘morte in piedi’, comme il faut, visto che hai lavorato lucidissimamente fino all’ultimo minuto.