Anno: 2014

USA: L’AFFLUENZA ALLE URNE

In premessa e per capirci:
Ogni quattro anni, in coincidenza col bisestile, nel primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre, negli Stati Uniti si vota per il presidente, per il totale rinnovo della camera e per un terzo dei membri del senato.
Due anni dopo, sempre nel primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre, si svolgono le ‘mid term elections’ – di ‘medio termine’ perché collocate a metà del quadriennio presidenziale – che vedono il totale rinnovo della camera (il mandato dei suoi membri è dunque biennale) e di un altro terzo dei senatori la cui permanenza in carica è di sei anni.

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M4: TUTTE LE RAGIONI PER FARLA

È un dibattito male impostato quello che domina in questi giorni sui media in relazione all’opportunità di realizzare la quarta linea della metropolitana di Milano. La tesi che in modo più o meno palese aleggia è che poiché l’amministrazione Pisapia ha ereditato progetti e piani finanziari dalle amministrazioni precedenti, si troverebbe ora a dover portare avanti un’opera pubblica di costo eccessivo e scarsa utilità e quindi farebbe bene a cancellarla.
Per fornire elementi di comprensione e valutazione ai lettori, è bene inquadrare il tema dello sviluppo delle infrastrutture per la mobilità milanese, mettendone in evidenza le tappe fondamentali.

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ELEZIONI REGIONALI, SE ANCHE L’EMILIA ROMAGNA NON CREDE PIÙ NELLA POLITICA

La diserzione delle urne era nell’aria ma nessuno avrebbe mai potuto pensare che in una Regione come l’Emilia Romagna si sarebbero presentati al voto solo il 37,67% degli aventi diritto al voto. Un flop incredibile che mette in secondo piano la vittoria di Stefano Bonaccini (Pd) che, con il 49% dei consensi, ha superato Alan Fabbri (leghista candidato del centrodestra), fermo poco sopra il 30%. In Emilia, la più rossa delle Regioni, la patria delle feste dell’Unità e dell’associazionismo, ha vinto l’astensionismo e il Pd ha perso oltre mezzo milione di voti rispetto alle elezioni europee. Non ne sembra essere preoccupato il premier che su Twitter scrive: “Vittoria netta, bravissimi @sbonaccini e @Oliverio_MarioG Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare. Noi nel frattempo cambiamo l’Italia” e poi ribadisce ai giornali: “Affluenza? Fatto secondario”.

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USA: CATTOLICESIMO E VOTO CATTOLICO FINO AL 1960

Tredici, come noto, le ex colonie che hanno dato vita agli Stati Uniti d’America (e, per inciso, tredici, a ricordarle e celebrarle, le strisce orizzontali nella bandiera USA).
Ebbene, tra queste, solo il Rhode Island, il Maryland e la Pennsylvania non proibivano all’epoca l’esercizio della religione cattolica!
E si pensi che ancora a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento alcuni estremisti sostenevano che i vescovi avrebbero dovuto essere iscritti negli elenchi dell’Attorney General (in buona sostanza, il Dipartimento di Giustizia) come ‘foreign agents’ in quanto dipendenti da una potenza straniera quale doveva essere ritenuta la Santa Sede.

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JOBS ACT, ARTICOLO 18 E SCIOPERO: TANTO RUMORE PER NULLA

La Cgil annuncia sciopero nazionale per il 5 dicembre e si trascina dietro uno stuolo di polemiche per la scelta della data. Sono gli stessi lavoratori, oltre a politici e osservatori a criticare la scelta del venerdì prima del ponte dell’Immacolata. Su Twitter lo sciopero nazionale diventa #scioperoponte perché consentirebbe a molti di usufruire di un lungo ponte festivo, con ben quattro giorni “di vacanza”. Gli utenti sui social si scatenano, e non è certo la prima volta che gli scioperi coincidono con il fine settimana: “Proclamare uno sciopero di venerdì, prima del ponte dell’8 dicembre… è un grande segno di cambiamento…!”, scrive Paola.

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LISTE BLOCCATE, PREMIO DI MAGGIORANZA E SOGLIE DI SBARRAMENTO, TUTTI I GUAI DELL’ITALICUM

Due ore di incontro a Palazzo Chigi e tra Renzi e Berlusconi la “profonda sintonia” sembra un ricordo lontano. Il patto del Nazareno, che ha dato vita all’accordo sull’Italicum, “scricchiola”, rischia di saltare. Il premier propone modifiche al testo e chiede ai suoi di non perdere tempo, vuole l’approvazione della legge elettorale in commissione Affari costituzionali del Senato entro dicembre. L’ex Cavaliere ha paura che, con una legge elettorale diversa dal proporzionale, Renzi decida di andare a elezioni anticipate. Intanto si fa strada l’ipotesi di un dialogo con il Movimento 5 Stelle, soluzione che metterebbe in minoranza Berlusconi. Lo stallo è totale. Il faccia a faccia di due ore a Palazzo Chigi è stato definito da fonti di Pd e Forza Italia un “incontro interlocutorio”, qualche passo avanti c’è stato ma la fumata bianca è ancora lontana.

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IL MACCARTISMO PRIMA DI MCCHARTY

Narra la leggenda (notizie senza fondamento enfatizzate dai cosiddetti ‘liberal’) che negli Stati Uniti d’America, terminata la guerra contro Saddam e il suo regime, alcuni tra i più impegnati attori hollywoodiani, in precedenza dichiaratisi apertamente avversi all’intervento in Iraq (in particolare, Susan Sarandon, il marito Tim Robbins e Martin Sheen – anni orsono, protagonista di ‘Apocalypse Now’ ed interprete della serie tv ‘West Wing’ nella quale è un presidente indubbiamente e appunto molto ‘liberal’), si sarebbero trovati ad affrontare una sorta di boicottaggio per il loro atteggiamento considerato ‘antiamericano’.

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