UBER E LA SFIDA ITALIANA

images-2Uber fa paura.Ha da poco aggiunto Milano alla lista delle città in cui è presente. Opera in 230 città di tutto il mondo.

Alcune delle critiche sono arrivate  da parte dei clienti che dicono che il servizio non offre lo stesso livello di sicurezza del taxi, ma le principali lamentale arrivano da tassisti di tutto il mondo che vedono il loro business messo in pericolo.

A New York ora anche i tassisti possono essere chiamati tramite un’App, puntando quindi ad offrire un servizio di uguale livello tecnologico, ma maggiore sicurezza. A San Francisco che è stato il ground zero delle applicazioni per il mobile è battaglia tra Uber e Lyft, mentre a Berlino i taxi per contrastare Uber hanno potenziato il servizio e ridotto le tariffe del 30%. In canada Taxi Diamond ha annunciato una serie di nuove misure per  riconquistare i clienti: un aumento del numero di veicoli ibridi e controlli obbligatori dei precedenti penali per tutti i conduttori al momento del rinnovo del permesso.

In Italia la sfida i taxisti hanno proclamato scioperi per fermare Uber, mentre il progetto del numero unico per EXPO, unica vera miglioria tecnologica dell’ultimo decennio in un settore ancorato a sistemi “paleolitici”, è stato clamorosamente bocciato per il ricorso dei radiotaxi con il palese obiettivo di non far partire il progetto. Vero e proprio autolesionismo italiano.

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