USA: IL CONGRESSO

CONGRESSO USANascita, articolazione, competenze, specificità

In premessa, si definisce ‘Congresso’ il Parlamento americano composto dalle due Camere

1787, di maggio, a Filadelfia, Pennsylvania

Le tredici ex colonie che hanno costituito gli Stati Uniti d’America – per il vero senza che il Rhode Island partecipi – riuniscono nella allora capitale federale i propri delegati al fine di modificare gli ‘Articoli della Confederazione’, quella serie di disposizioni che dovevano servire a regolare i rapporti tra i diversi Stati (una specie di prima Costituzione approvata nel 1777) e che all’atto non funzionavano.

Quel che succede è che, lungi dal dedicarsi alla bisogna, i delegati decidono di procedere alla stesura e alla approvazione (da sottomettere dipoi alla ratifica dei singoli Stati) di una Carta Costituzionale che sarà pronta il 17 settembre 1787 (per entrare in vigore, infine, il 4 marzo 1789).

Uno dei temi maggiormente dibattuti fu quello relativo al monocameralismo o al bicameralismo.

Nel caso in cui i delegati avessero optato per una sola camera, gli Stati più popolosi avrebbero avuto un maggior numero di eletti mentre quelli meno popolati avrebbero avuto davvero poca voce in capitolo.

La delegazione del Connecticut (e in effetti si parla di ‘Compromesso del Connecticut’) propose la soluzione che superò ogni impasse: una Camera Alta, il Senato, nella quale sono rappresentati gli Stati; una Bassa, la Camera appunto, nella quale è rappresentato il popolo.

Al Senato, avendo ogni Stato a prescindere dal numero dei propri abitanti pari dignità, due sono gli scranni riservati a ciascuno dei componenti l’Unione (è in ragione di ciò che oggi, essendo cinquanta gli Stati che formano gli USA, i senatori sono cento).

Alla Camera, invece, il totale dei rappresentanti di ogni territorio è proporzionale al numero degli abitanti dello stesso e quindi, per fare un paio di esempi estremi, in questo ramo del Parlamento la California conta ora su cinquantatre eletti mentre l’Alaska ne ha solo uno (per incidens, dal 1911 la legge stabilisce che il numero totale dei rappresentanti a Washington aventi diritto di voto sia pari a quattrocentotrentacinque).

Ovviamente, il Congresso USA ha ed esercita il potere legislativo.

A questo riguardo, va sottolineato che tale potere non spetta in modo alcuno al Presidente cui è riservato invece il potere esecutivo.

Il Capo dello Stato, peraltro, ha il diritto di inviare al Congresso propri messaggi nei quali indica quali progetti abbia in mente e quali e conseguenti provvedimenti auspichi.

Quanto alle competenze specifiche del Congresso, di seguito quel che ebbi a vergare in polemica con Sergio Romano che aveva sostenuto sul Corriere della Sera che negli Stati Uniti il bicameralismo è perfetto, cosa che – lo si veda leggendo le righe che seguono – non è vera in tutto e per tutto:

 

Differenti competenze tra le due camere USA

Per quanto molti lo ritengano – e in specie Sergio Romano che sul Corriere della Sera di mercoledì 1 maggio 2013, a pagina trentacinque, inizia un suo intervento in proposito scrivendo con non ben riposta sicurezza “Le due Camere del Congresso hanno le stesse competenze” – appunto le competenze dei due rami del parlamento USA divergono in almeno tre/quattro materie.

Benché, infatti, la sezione otto dell’articolo uno della Carta costituzionale in vigore elenchi diciotto temi sui quali “il Congresso avrà facoltà” di deliberare non distinguendo tra Camera e Senato, così non è riguardo all’impeachment, alla proposta di leggi che trattino dell’imposizione di tributi, alla ratifica dei trattati internazionali, nonché alla nomina di ambasciatori, diplomatici, consoli, giudici della Corte Suprema e molti altri funzionari statali.

E valga il vero.

1) Impeachment: si tratta della procedura prevista dalla sezione quattro del secondo articolo della Carta che recita “Il Presidente, il Vice Presidente e ogni altro funzionario civile degli Stati Uniti saranno rimossi dall’ufficio ove, in seguito ad accusa mossa dalla Camera, risultino colpevoli di tradimento, di concussione o di altri gravi reati”.

“Mossa dalla Camera”, sottolineo, in quanto al punto cinque, sezione due dell’articolo uno della Carta è scritto “essa sola avrà il potere di mettere in stato d’accusa il presidente e i membri del congresso”.

Al Senato, per contro, secondo il disposto del punto sei, sezione tre del medesimo articolo, spetta “il potere esclusivo di giudicare gli atti d’accusa contro membri del governo e parlamentari”.

2) La sezione sette, punto uno del medesimo articolo uno costituzionale, poi, in tal modo si esprime: “Tutti i progetti di legge relativi all’imposizione dei tributi devono avere origine nella Camera dei Rappresentanti” riservando in tema al Senato solo la possibilità di concorrere proponendo emendamenti.

3) Il Presidente, secondo il disposto della sezione due, punto due del secondo articolo della Carta, “avrà il potere, su parere e con il consenso del Senato, di concludere trattati purché vi sia l’approvazione dei due terzi dei senatori presenti”, senza che di questo importantissimo argomento la Camera si possa occupare.

A tale proposito, rammento quanto occorso nei primi mesi del 1845.

Il presidente John Tyler, prossimo alla scadenza del mandato, non riuscendo ad ottenere dal Senato la ratifica del trattato che sanciva l’ingresso nell’Unione del Texas, forzando il disposto costituzionale, ottenne una votazione favorevole dalle due camere riunite.

Larga parte degli studiosi (ed io tra loro) e non pochi texani ritengono pertanto che lo ‘Stato della stella solitaria’ sia entrato a far parte degli USA irregolarmente.

4) Ancora la sezione due, punto due del predetto secondo articolo recita che il Presidente “designerà e, su parere e con il consenso del Senato, nominerà gli ambasciatori, gli altri diplomatici e i consoli, i giudici della Corte Suprema e tutti gli altri pubblici funzionari degli Stati Uniti la cui nomina non sia altrimenti disposta…”

Ciò detto, è di tutta evidenza dimostrato che i due rami del Congresso USA non hanno – ripeto e sottolineo, ‘non hanno’ – in toto le medesime competenze.

‘Congressional Conference Committee’

Allorquando, i testi delle leggi approvate dai due rami del Congresso concernenti un comune oggetto divergano, si riunisce un apposito Comitato, composto da esponenti sia del Senato che della Camera, avente il compito di arrivare ad un’unica, convergente stesura.

NB.

Si aggiunga che la ratifica della nomina da parte del presidente dei membri del suo governo è funzione esclusiva della camera alta.”

 

A seguire, due capitoli specificamente dedicati a Camera e Senato.

Non pochi dei concetti riportati sono già presenti nelle righe che precedono.

Ritengo che le ripetizioni siano necessarie nell’ambito nel quale si collocano al fine di meglio articolare i concetti e di renderli più chiari

 

La Camera dei Rappresentanti

I membri della camera dei rappresentanti (gli eletti alla camera bassa negli USA non si chiamano deputati in quanto, appunto, ‘rappresentano’ il popolo) – a parte i sei non aventi accesso al voto che vengono da Guam, Isole Vergini Americane, Samoa Americane, Distretto di Columbia, Puertorico e Marianne Settentrionali – sono quattrocentotrentacinque.

Ogni Stato ha diritto, in ragione della sua popolosità, a un numero proporzionale di rappresentanti, (ogni decennio, nell’anno con finale zero, si effettua un censimento federale anche e soprattutto per verificare i cambiamenti che comportano una differente distribuzione degli eligendi), ragione per la quale, per fare due esempi, la California ne conta cinquantatre mentre l’Alaska solo uno.

La Corte Suprema ha stabilito che le singole circoscrizioni nelle quali si vota debbano avere più o meno lo stesso numero di abitanti.

Resta, comunque, assegnato agli Stati il compito di delimitare dette circoscrizioni. (In nota, il fenomeno conosciuto come ‘Gerrymandering’)

I candidati devono avere almeno venticinque anni, essere cittadini americani da non meno di sette e risiedere, al momento delle elezioni, nello Stato nel quale si presentano.

Il mandato è biennale e le elezioni si tengono nell’electoral day, il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre degli anni pari.

Quando le votazioni non sono in programma assieme a quella del presidente, si parla di ‘mid term elections’ (ovviamente ‘elezioni di medio termine e il ‘termine’ al quale si fa riferimento è quello del mandato presidenziale).

L’assemblea elegge al proprio interno una speaker che la presiede.

Nota: Come detto, la composizione dei collegi elettorali per la Camera dei Rappresentanti è negli USA di competenza dei singoli Stati ed è sempre stata motivo di dibattito e di critiche essendo possibile disegnarli in modo da favorire l’elezione di un esponente piuttosto dell’uno che dell’altro partito.

L’ideatore del sistema, ovvero colui che per primo creò ad arte distretti elettorali delimitati sia da un punto di vista geografico che demografico – tenendo conto dei risultati delle precedenti consultazioni villaggio per villaggio e città per città – in modo da rendere quasi certa la vittoria di un candidato vicino alle sue posizioni politiche, fu il governatore democratico del Massachusetts degli inizi dell’Ottocento Elbridge Gerry, successivamente (nel 1813 e nel 1814) arrivato alla vice presidenza.

Dopo l’intervento di Gerry, la carta geografica dello Stato sulla quale erano tratteggiati a colori i confini dei diversi collegi appunto per le elezioni alla Camera aveva assunto un singolarissimo aspetto sicché un pittore vedendola disse: “Sembra una salamandra (in inglese, salamander)”, al che un amico presente corresse: “Non una salamandra ma una ‘Gerrymandra’ (in inglese ‘Gerrymander’ con un evidente gioco di parole ispirato dal cognome del governatore)”.

Da qui, ‘Gerrymandering’ che è il vocabolo con il quale, da allora, gli americani indicano il giochetto truffaldino in questione.

Il senato

1787, Philadelphia.

Riuniti al fine di modificare gli ‘Articoli della confederazione’ – in qualche modo, la prima ‘carta’ degli Stati Uniti – che non avevano dato risultati soddisfacenti, i cinquantacinque delegati che saranno dipoi chiamati ‘Padri costituenti’ scrissero invece una nuova costituzione.

Quanto al legislativo, alla fine, optarono per un parlamento bicamerale (non perfetto, per quanto i più così sostengano, e si veda in proposito il mio intervento ricompreso in questo stesso volume) composto da una camera e da un senato.

Al senato (per quel che riguarda l’altro ramo si veda il capitolo precedente) sono rappresentati gli Stati i quali hanno, per convenzione e a prescindere dal numero degli abitanti, pari dignità.

Di conseguenza, gli Stati stessi hanno tutti lo stesso numero di senatori: due.

Fino al 1913, erano i parlamenti locali a scegliere i membri della camera alta.

Da allora, invece, a seguito di un emendamento, l’elezione è diretta, popolare.

Essendo oggi cinquanta gli Stati, cento sono i componenti di questa assemblea.

I senatori restano in carica sei anni e vengono rinnovati per un terzo ogni biennio nell’elections day.

Non è possibile eleggere contemporaneamente entrambi i senatori di uno Stato.

Se un membro del senato muore o si dimette, si procede a una elezione suppletiva e l’eletto resterà in carica fino al termine del mandato del predecessore.

In molti casi, i governatori degli Stati possono nominare dei supplenti che esercitano il mandato fino alla seguente suppletiva.

Sono eleggibili coloro che abbiano compiuto almeno i trent’anni, che risiedano negli Stati Uniti da non meno di nove e al momento delle elezioni nello Stato che intendono rappresentare alla camera alta.

Il consesso è presieduto dal vice presidente USA che non ha peraltro diritto di voto se non quando una votazione sia terminata in parità.

Viene comunque eletto un presidente ‘pro tempore’.

Da: www.dissensiediscordanze.it

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