LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI NEL MONDO

imagesIn pratica nel quasi silenzio dei Governi Europei, di Washington e della stampa internazionale nonché -“incredibile auditu”- solo con timidi accenni al problema da parte del Pontefice assistiamo, quasi quotidianamente, a frequenti omicidi, a condanne a lunghi anni di detenzione, a rapimenti di Cristiani e Cristiane in Pakistan, in Siria, Iraq, Africa, Corea del Nord e Cina.

Secondo analisi di osservatorii attendibili (v. “Il libro nero delle condizioni dei Cristiani nel mondo”, edito da Mondadori ed il” Rapporto annuale dell’aiuto alla Chiesa che soffre” citati da Antonio Socci nel suo articolo del 9 novembre crt.a. apparso su “Libero” – pag. 1-13)il numero dei perseguitati a motivo della fede é enorme.

Solo per quanta riguarda gli omicidi si tratterebbe annualmente di 100.000 persone!

La quasi indifferenza dei Governi e dell’opinione pubblica mondiale é, a nostro avviso, da ricercare nella secolarizzazione delle nostre società e negli interessi economico-politici che alcuni paesi rappresentano per l’Occidente.

La libertà religiosa è stata una conquista pagata con fiumi di sangue e rappresenta uno dei pilastri della democrazia moderna.

Se lo si dimentica si pone in forse l’esistenza stessa del sistema democratico.

L’unica soluzione che, allo stato, ci sembra necessario adottare per conservarla è, purtroppo, quella suggerita da Quintiliano (v.”Istit. Orat.”,12): “Qui ratione traduci ad meliora non possunt solo metu continentur” (= Chi non si può condurre sulla retta via con la ragione lo si terrà a freno solo con la paura).

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