COLTI E INCOLTI ALLA CASA BIANCA

John_Quincy_AdamsL’inquilino della Casa Bianca deve necessariamente essere un uomo colto e brillante per fare bene il proprio mestiere?

La storia ci dice che così assolutamente non è, e valga il vero.

Con l’eccezione di Thomas Jefferson, tra i primi Capi di Stato USA, l’intellettuale di maggior livello fu senza dubbio John Quincy Adams.

Letterato insigne, figlio del secondo presidente John Adams, si laureò in legge ad Harvard specializzandosi in seguito in diverse università europee.

La sua vasta conoscenza delle lingue e di molti Paesi del Vecchio Continente (compresa la Russia) gli garantì una brillantissima carriera diplomatica.

Segretario di Stato con Monroe, fu il vero ispiratore della ‘Dottrina’ che da quel presidente prende il nome.

Eletto alla White House nel 1824, il suo unico mandato, per motivi indipendenti dalla sua volontà e in conseguenza delle continue contrapposizioni interne al suo stesso partito, fu tra i meno significativi se non tra i peggiori.

Come scrivono Davis e Donald (‘Espansione e conflitto’), “Uno dei più intelligenti, lungimiranti e colti presidenti fu anche uno dei meno fortunati.”

Sconfitto da Andrew Jackson nel 1828, dal 1831 fu membro della Camera e colà si batté fortemente per l’abolizione della schiavitù.

Anche, se non soprattutto, sulla base delle sue idee al riguardo, nel 1854, dopo la sua morte, nascerà il partito Repubblicano che nel 1860 arriverà alla Casa Bianca con Abramo Lincoln.

E che dire, per fare solo un altro esempio tra i molti possibili, di Herbert Hoover?

Il suo straordinario curriculum lo indicava assolutamente come il migliore tra tutti i pretendenti possibili nel 1928, ma resta nella storia per il crollo di Wall Street e per essersi dimostrato un inetto nel far fronte alla incombente, terribile crisi economica.

Passando ad esaminare i candidati alla fine sconfitti, quanto occorso ad Adlai Stevenson ci fa comprendere come davvero stanno le cose.

In pista per i democratici nel 1952 e nel 1956 – tutte e due le volte, ahilui, contro Eisenhower – il Nostro (intellettuale di notevole livello), anche in ragione del suo eloquio fin troppo raffinato e per ciò stesso incomprensibile ai più, andò incontro a due clamorose sconfitte.

Per il vero, ammaestrato da quel che gli era capitato nel 1952, quattro anni dopo, Stevenson arrivò ad introdurre di proposito nei sui discorsi alcuni errori di grammatica.

Ma lo fece talmente male (ovviamente, non gli era connaturale) da non convincere nessuno.

Secondo Gore Vidal, il quale, nella sceneggiatura de ‘L’amaro sapore del potere’ (gran bel film del 1964, diretto con mano sicura da Franklin J. Schaffner) mette in bocca la battuta ad una sedicente ‘rappresentante delle donne d’America’ che partecipa ad una convention nella quale sarà scelto il candidato democratico alla presidenza, il povero Stevenson perse anche perché non era sposato (ma quella delle first lady e delle mogli dei candidati è ancora un’altra storia).

Di contro, come non ricordare Warren Harding?

Era talmente impresentabile che durante la campagna elettorale del 1920 il senatore Boise Penrose raccomandò ai suoi consulenti:

“Tenete Warren a casa, non lasciategli fare discorsi.

Se va in giro gli faranno delle domande e lui è tanto stupido da cercare di rispondere.”

Il povero Harding fu altresì oggetto di un vero e proprio esame da parte del poeta E.E. Cummings che così concluse:

“E’ l’unico uomo, donna o bambino capace di scrivere una semplice frase con sette errori di grammatica.”

Ebbene, questo ignorante sempliciotto – in verità interessato solo al poker, al golf, ai liquori e alle donne, anche di malaffare – non fece poi tanto male ed ebbe la capacità di scegliersi ministri quali Andrew Mellon e Charles Evans Hughes, tra le menti più brillanti dell’epoca.

Fatto è che, come disse Gerald Ford alla fine del suo mandato:

“L’unica cosa che davvero il presidente degli Stati Uniti può decidere da solo è quando andare al gabinetto!”

L’inquilino di White House, quindi, può anche essere un ignorantone.

Non è ragionando su tale argomento che la sua presidenza sarà giudicata dalla storia.

Da: www.dissensiediscordanze.it

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