Mese: settembre 2014

LA BOTTIGLIA DI VETRO

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U*** è di Matera.
Vecchia quercia, a settantatre anni non ha perso la naturale irrequietezza.
E’ il suo carattere: mai fermo.
Lo incontro che sono le otto del mattino e ha già percorso in lungo e in largo due volte l’intero centro città varesino.
Racconta – è un’altra sua caratteristica: mai zitto – e vale la pena ascoltarlo.
Oggi parla di tempi lontani:
“Da ragazzino, correvo sempre.
Fine anni Quaranta, nella città dei sassi.

RENZI INCONTRA WARREN WILHELM JR E NON LO SA

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Renzuccio nostro riceve la benedizione da Warren Wilhelm jr e se ne compiace.
Il sedicente ‘Bill de Blasio’, sindaco di New York, per il vero si chiamava appunto Warren Wilhelm jr prima di assumere un nome falso e il cognome, modificato ad hoc, della madre.
Questo, perchè il cognome del padre di origini tedesche – un ubriacone – non gli garantiva a New York l’appoggio politico che invece gli garantisce il cognome italiano della mammina.

TERRA GIGANTUM

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All’inizio, fu per via de ‘I figli del capitano Grant’
All’incirca settenne ottenne, in via Calabria numero 32, nella biblioteca della casa romana dei Raffo, mi imbattei in una bella edizione del romanzo di Jules Verne in questione.
Avevo tempo e voglia, come sempre se mi è data la possibilità, di leggere.
Fu in cotal modo che venni a più avvertita conoscenza della Patagonia, terra nella quale gli avventurosi protagonisti, appunto, si avventurano nel primo dei tre libri che compongono l’opera.

I CURDI, UN POPOLO CORAGGIOSO E SFORTUNATO

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In questo periodo i Curdi (In arabo-persiano “Curd”) sono tornati alla ribalta della storia in concomitanza con l’offensiva dell’ISIS -gli integralisti sunniti-in Iraq e Siria, da loro valorosamente ostacolata con le loro milizie, i “Peshmerga”.

Chi sono i Curdi?

Si tratta di un gruppo etnico che abita nella parte settentrionale e nord-orientale dell’antica Mesopotamia attualmente inclusa nell’Iran, nella Siria, nella Turchia e, in misura minore, in Armenia anche se piccole comunità sono presenti in Libano, Giordania, Azerbaigian, Afganistan, Pakistan, Georgia.

L’ITALIA: NON E’ UN PAESE PER RICCHI !

Italia no per ricchi

Se vogliamo evitare che continui l’impoverimento dell’Italia e degli italiani che ha interessato l’ultimo decennio, bisogna che il nostro governo attui rapidamente riforme che favoriscano la crescita economica. A questo proposito si devono attivare adeguati stimoli per attirare capitali privati, non solo delle imprese, ma anche delle persone fisiche. In Gran Bretagna (il Paese con il tasso di sviluppo dell’economia più elevato in Europa) le tasse sulle società sono al 20% e addirittura zero per i primi 7 anni di residenza britannica sui redditi esteri delle persone fisiche non britanniche che decidono di trasferirsi nel Paese. Oltre alle misure fiscali, gli interventi più urgenti riguardano le leggi sul lavoro ed il funzionamento della giustizia.

LA CORRUZIONE COSTITUISCE UN ILLECITO PENALE ED UN DANNO PER IL SISTEMA ECONOMICO

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Tale affermazione si ritiene non necessiti di dimostrazione: tanto che pressoché tutti i Governi che si sono avvicendati negli ultimi trenta anni hanno posto la lotta alla corruzione in cima ai programmi di governo. E talvolta hanno adottato misure di contrasto, che però, almeno allo stato, si sono rivelate né incisive nè risolutive. Talune non sono state certo inutili, si badi (tale non è, certamente, quella relativa alla neo istituita Autorità): ma non certo risolutive.

LA DEBOLEZZA DELL’OCCIDENTE ED I FLUSSI DEL MERIDIONE D’EUROPA (Medio Oriente ed Africa)

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La storia non si ripete “in toto” ma esistono le similitudini.
La debolezza dell’Impero romano, dapprima d’Occidente poi d’Oriente, consentirono ai barbari germani, seguiti poi dagli Slavi, ed agli Arabi, qualche secolo dopo, di invadere le terre dell’impero.
L’Occidente riuscì a contenere con enormi e cruenti sforzi, prima in Ispagna e in Italia meridionale, quindi nel 600 nei Balcani, l’espansione musulmana guidata, da ultimo, dai Turchi ottomani.

PERCHE’ ITALO E’ PIU’ IMPORTANTE DI ALITALIA

Italo

Certo Matteo Renzi, che parla come un disco rotto di un Paese competitivo ed efficiente, il dossier degli ultimi mesi sul caso-Italodovrebbe rileggerselo con attenzione. E, finché è in tempo, tentare un intervento in calcio d’angolo. Perché è il paradigma dell’Italia contemporanea.
Altrimenti ha ragione chi parla di corsia preferenziale per Alitalia. E non si capisce oltre tutto perché il migliaio abbondante di dipendenti di Nuovo trasporto viaggiatori – la società fondata otto anni fa da Diego Della Valle, Gianni Punzo e Luca Cordero di Montezemolo per sfidare Trenitalia sull’alta velocità – debba essere considerato meno pesante dei 970 esuberi dell’ex compagnia aerea di bandiera stuprata e lasciata in stallo ad alta quota dai capitani coraggiosi.