A PROPOSITO DELLA LIBIA, MA NON SOLO

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Dove sono finiti i milioni e milioni di imbecilli – uomini politici e giornalisti ‘democratici’ in prima linea – che tre anni fa inneggiavano per tutto l’occidente e in Italia soprattutto alla ‘Primavera araba’?
Qui sotto, quanto a proposito in specie della Libia ebbi a scrivere sul Corriere.
Correva il mese di marzo del 2011 e ancora speravo(speravo!) in una vittoria di Gheddafi. Così, lo sapete, non è stato.
Oggi colà si combatte mentre l’estremismo islamico un tempo contenuto da quanti abbiamo fortemente contribuito ad abbattere avanza e, alla lunga, ci sommergerà.

 

Il testo del mio intervento sul Corriere della Sera in data 19 marzo 2011

È possibile, mi chiedo, esporre a proposito della Libia (e non solo) un’opinione controcorrente?

Ebbene, in proposito, penso che appunto in Libia un governo legittimo stia difendendosi vittoriosamente da un colpo di Stato sostenuto da una minoranza di cittadini.

E quando mai, per quale ragione i moti di piazza debbono portare obbligatoriamente alla caduta dei governi?

E quando mai per l’ agitarsi e le ribellioni di una minoranza la maggioranza deve rinunciare alle proprie idee e accettarne i dettati?

Quanto all’Onu, non è tale assemblea costituita in larga parte da Paesi assolutamente non democratici e retti da despoti?

Infine, quale interesse può avere l’ Italia a schierarsi dalla parte dei golpisti addirittura fornendo le basi per le attività belliche che il consesso internazionale deciderà?

La stampa e la politica, dominate dalle «anime belle» e dagli adoratori del «politicamente corretto» che nulla comprendono degli accadimenti e non ragionano minimamente sugli infiniti danni che il loro operare arreca, riguardo all’ Egitto, sono arrivate ad applaudire un colpo di Stato militare, quello che ha causato la caduta di Mubarak!

Spero che a Roma qualcuno ancora ragioni.

Giorni terribili, altrimenti, ci aspettano.

Mauro della Porta Raffo, Varese

Sono trascorsi tre anni e altri colpi di Stato ad opera di minoranze in precedenza elettoralmente sconfitte sono stati salutati con grande favore dai governi e dai popoli occidentali, Europa e USA in testa. Si pensi all’Egitto che defenestra Morsi e all’Ucraina che caccia Yanukovich.

Si pensi all’immediato riconoscimento dei governi ai suddetti succeduti, governi mai eletti ma, agli occhi degli imbecilli che ci guidano, meritevoli in quanto certamente ‘democratici’. Non è d’altra parte vero che in Italia i tre ultimi governi non sono stati eletti da nessuno?

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