IL TENNIS ROMANTICO DI STANISLAS WAWRINKA

Stanislas_Wawrinka_Wimbledon_2013Scrivo di domenica mattina, prima della finale che si giocherà oggi pomeriggio.
Non voglio farmi condizionare da quello che potranno essere l’andamento e il risultato del suo confronto odierno col connazionale Roger Federer.
Semplicemente, desidero rappresentare le mie sensazioni dopo aver visto Stanislas Wavrinka dal vivo, per la prima volta, ieri – sabato 19 aprile 2014, per me in quanto amante dei ‘gesti bianchi’, una data da ricordare – al Masters 1000 di Montecarlo, impegnato in semifinale contro David Ferrer, un ‘terraiolo’ di tempra, da sempre tra i primi della classifica mondiale in specie sul ‘rosso’.
Un tennis d’altri tempi giocato ai ritmi d’oggi, romantico, bellissimo…
Tutti i colpi, tutti: un repertorio immenso, speso con assoluta nonchalance, in souplesse.
Un rovescio semplicemente divino.
La consapevolezza della capacità di esprimersi, quando toccato dalla naturale grazia, in modo semplicemente superiore.
Una delizia.
Una delizia che mi resterà sempre negli occhi!
E, dimenticavo, il tutto non ‘arrotando’ scompostamente a due mani, gemendo o mugugnando.
Il tutto a una sola mano.
La perfezione, la purezza del gesto, a mia memoria raggiunta solo da Rocky Marciano nel tredicesimo round del primo incontro con Jersey Joe Walcott o da Bernard Russi, a volte, nell’effettuare i salti in discesa libera.

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