L’AUMENTO ESPONENZIALE DEL FLUSSO DI RIFUGIATI

320px-Boat_People_at_Sicily_in_the_Mediterranean_Sea Il 9 aprile u.s. il Ministro dell’Interno, onorevole Alfano, ha segnalato che negli ultimi sei mesi sono stati salvati dalle forze navali e dell’ordine del nostro paese oltre 15.000 rifugiati e che dalla Libia e da altri paesi dell’Africa settentrionale sono pronti a partire verso le nostre coste dalle 300.000 alle 600.000 persone.

L’Italia-ha aggiunto il Ministro- spende ogni giorno 300.000 euro -9 milioni di euro al mese- per le operazioni di soccorso.

La meta finale di questo, che può ormai essere considerato quasi un vero e proprio esodo, non é, però, nella maggioranza dei casi, il nostro paese bensì altri paesi europei.

L’Italia -ha fatto notare l’on.le Alfano- sta facendo egregiamente la propria parte nell’opera di salvataggio ed assistenza ma non può addossarsi tutto il compito.

Deve essere coadiuvata molto più efficacemente dal FRONTEX (l’agenzia per la gestione operativa alle frontiere esterne degli stati membri dell’Unione Europea istituita con Reg. CE del Consiglio del 26-10-2004) e da EUROPOL (l’agenzia europea della polizia, operativa dal 1999, con sede all’Aja, dove lavorano circa 800 funzionari, che ha come missione l’assistenza ai 27 Stati membri nonché all’Australia, Canada, Stati Uniti, nel contrastare la criminalità organizzata, il terrorismo, il traffico di droga e di esseri umani, l’ immigrazione clandestina, il riciclaggio di danaro etc.).

E questo perché, in questo caso, le frontiere italiane sono diventate la frontiera dell’intera Unione Europea.

S ono varie le cause di questo fenomeno ma si può dire che, in sostanza, i profughi fuggono da situazioni di guerra o guerriglia o di estrema miseria nei paesi d’origine .

L’instabilità politica di molti paesi dell’Africa Settentrionale e Centrale ne è la principale matrice .

A nostro modo di vedere se si analizzano “spassionatamente” le cause prime di questa situazione si deve riconoscere che l’aver concesso in maniera affrettata negli anni ’60, sotto la pressione congiunta degli Stati Uniti e dell’allora URSS, l’indipendenza alle colonie francesi, britanniche, belghe e portoghesi in Africa fu un gravissimo errore che é costato qualche milione di morti e il dispendio in aiuti o interventi militari di un fiume di danaro.

Quelle popolazioni non erano allora, purtroppo, ancora in grado di autogovernarsi adeguatamente donde conflitti interni, spreco di enormi risorse nazionali ed internazionali ( prestiti e aiuti ad opera della Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, Banca Europea, aiuti bilaterali etc.).

Se non si ripristinerà la pace in quelle regioni – e questo fine è raggiungibile solo con l’invio di missioni militari internazionali- tutti gli sforzi saranno vani ed assisteremo a nuove stragi ed al permanere del sottosviluppo . E’ inutile farsi illusioni agendo altrimenti!

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