L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA ELETTORALE PRESIDENZIALE AMERICANO

UscapitolindaylightEcco come funziona oggi:

i candidati alla nomination si confrontano attraverso primarie e caucus nell’ambito dei partiti di appartenenza

i delegati eletti nelle predette primarie e nei citati caucus si riuniscono nelle convention e scelgono il pretendente del partito allo scranno presidenziale affiancandogli il candidato alla vicepresidenza e tracciando, con l’uno – che ha, ovviamente, molta voce in capitolo – e con l’altro, anche la ‘platform’ (il programma) da realizzare in caso di vittoria

le elezioni si svolgono “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” dell’anno bisestile

i delegati votati in questa occasione si riuniscono successivamente nella capitale di ciascuno Stato nel cosiddetto ‘collegio elettorale’, redigono un verbale e nominano ufficialmente il presidente la cerimonia del giuramento e dell’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca si svolge il 20 gennaio dell’anno successivo, alle ore 12

 

Ecco come si è arrivati all’attuale sistema:

Alle origini:

il sistema elettorale in vigore fino all’adozione dell’Emendamento costituzionale del 1804 non prevedeva i ticket (l’accoppiata candidato presidente/candidato vicepresidente in tal modo definita) ragione per la quale capo dello Stato veniva proclamato il vincitore delle elezioni e vice il secondo classificato.

Per conseguenza, i due potevano appartenere (ed è accaduto) a partiti diversi proponendo una situazione paradossale perché in caso di successione sarebbe approdato alla dimora presidenziale (in questo ambito temporale, così definita perché l’attuale White House fu edificata successivamente alla distruzione della indicata ‘dimora’ ad opera degli inglesi nell’estate del 1814 verso la fine della cosiddetta ‘Guerra del 1812’) l’esponente di un partito sconfitto nella consultazione popolare.

La questione, come detto, fu risolta con la ratifica il 15 giugno 1804  del dodicesimo Emendamento alla Carta fondamentale dello Stato.

La ‘nascita’ della convention

In vista delle presidenziali dell’anno successivo, nel settembre del 1831, a Baltimora, il partito antimassonico – allora, alquanto significativo –  decise di convocare una convenzione nazionale al termine dei lavori della quale scegliere in proprio candidato a White House.

E’ questo ‘l’atto di nascita’ della convention, in qualche modo, il congresso dei partiti Usa, che, diffusasi e usata successivamente da tutti i movimenti politici, riunendo i delegati, ufficializza verso il termine dell’estate dell’anno elettorale la scelta del candidato allo scranno di Washington.

Il caucus

Il caucus è uno dei sistemi con i quali vengono prescelti i candidati alla Presidenza (l’altro è quello delle ‘primarie’).

Il vocabolo, per alcuni, deriverebbe dal tardo greco ‘kaukos’, che significa ‘boccale’, e indicherebbe il fatto che le riunioni così chiamate si svolgevano originariamente nei saloon e nelle bettole.

Per altri, risalirebbe alle riunioni dei capi tribù algonchini, in tal modo definite in quella particolare lingua.

Adottato nei primi decenni dell’Ottocento, il meccanismo in questione è tuttora vigente in alcuni Stati.

Il più famoso caucus è quello dello Iowa che, tradizionalmente, inaugura la campagna elettorale interna ai partiti per la scelta del candidato.

Nella sostanza si tratta di una riunione ristretta agli attivisti del partito che in questo modo scelgono i delegati alla convenzione.

Le primarie

Le primarie ? la cui origine è relativamente recente visto che furono tenute per la prima volta nel 1903 nello Stato del Wisconsin e a livello nazionale nel 1912 dai repubblicani ? sono elezioni pubbliche dei delegati alle convenzioni.

A seconda degli Stati e dei regolamenti partitici, possono essere ‘aperte’ (è consentito il voto non solo agli elettori del partito che le ha indette registrati come tali ma anche a quelli negli altri movimenti o agli indipendenti), o ‘chiuse’, (che sono la maggioranza, nelle quali votano solo elettori del partito organizzatore dichiaratisi tali).

La più famosa resta quella del New Hampshire che è la prima in ordine di tempo nel calendario elettorale.

 L’elezione

Come detto, il giorno delle elezioni presidenziali è fissato al “primo martedì dopo il primo lunedì di novembre”.

Essendo in totale cinquecentotrentotto i delegati da eleggere Stato per Stato, risulterà vincitore il candidato che ne abbia conquistati almeno duecentosettanta (la maggioranza assoluta).

Il numero di delegati da eleggere nei singoli Stati è pari al numero complessivo dei parlamentari nazionali che lo Stato ha (per esempio, la California, avendo diritto ad eleggere due senatori e cinquantatre rappresentanti, conta un totale di cinquantacinque delegati. All’estremo opposto, l’Alaska ha tre soli voti elettorali potendo eleggere, oltre ai due senatori ai quali ogni Stato ha diritto, un solo rappresentante).

Essendo cento i senatori e quattrocentotrentacinque i rappresentanti, i delegati da eleggere dovrebbero essere cinquecentotrentacinque ma a questi si aggiungono i tre ai quali ha diritto nell’occasione il Distretto di Columbia, ovvero, in sostanza, la città di Washington.

In tutti gli Stati, Nebraska e Maine esclusi (è riservata ai singoli Stati la decisione sul metodo di aggiudicazione dei voti elettorali da adottare) , i delegati sono attribuiti con il sistema ‘winner takes all’: pertanto, il vincitore per voto popolare, nel Texas come in Wyoming eccetera, conquista tutti i delegati colà in palio non trovando applicazione il metodo proporzionale.

Il giuramento

La cerimonia ufficiale del giuramento ha luogo a Washington a partire dalle ore 12 del 20 gennaio dell’anno successivo a quello elettorale.

A far luogo dalle votazioni del 1792 (le prime, quelle precedenti, si erano svolte nel 1789) e fino al 1937, il presidente entrava in carica il 4 marzo, sempre dell’anno successivo a quello elettorale.

 

Nota bene

Al fine di comprendere le disposizioni in merito, sarà necessario ricordare che le leggi che regolano la materia sono state approvate negli ultimi anni del Settecento, allorquando gli appena nati Stati Uniti erano un Paese a vocazione agricola abitati da persone profondamente religiose.

Ecco, quindi, la disposizione che prevede il voto ai primi di novembre, mese relativamente meno impegnativo appunto per gli agricoltori e gli allevatori di bestiame.

Ecco, pertanto, la scelta di votare di martedì, dato che la domenica è il giorno riservato al Signore e che occorre dipoi permettere agli elettori, il lunedì, di raggiungere i seggi collocati allora solo negli agglomerati urbani e non certamente nelle campagne.

Ecco, quindi, la decisione di recarsi alle urne non semplicemente il primo martedì di novembre (e invece “il primo martedì dopo il primo lunedì”) perché potrebbe coincidere con la festività di Ognissanti.

 

Bibliografia

Sui temi collegati, nel sito www.maurodellaportaraffo.com , cliccando su ‘Bibliografia’ e successivamente su ‘Opere scaricabili’,

consultare i miei studi, per un totale di ben oltre duemila pagine, raccolti in

Americana

White House 2012 (in due volumi)

La provvidenza divina e gli Stati Uniti d’America

John Kennedy 1963/2013

Elementi di storia politico/istituzionale americana

Da: www.dissensiediscordanze.it

1 comment for “L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA ELETTORALE PRESIDENZIALE AMERICANO

  1. 6 luglio 2014 at 04:20

    Buonasera,ho bisogno di un aiuto. Ho scpeorto da poco che mio nonno si trovava internato a Sobibor. Lavorava,era un uomo molto forte;e8 riuscito a fuggire e per farla breve ha deciso di raccontare l’orrore… Mai una parola,ha 86 anni e sta male. A chi mi posso rivolgere? iniziero’ a raccogliere la sua testimonianza,lui e8 lucido,fatico ad ascoltare certe descrizioni. Sembra di viverle. Grazie

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