Mese: marzo 2014

INFANTINO: FAR RIPARTIRE LO SVILUPPO? UN ARGINE AL POTERE DELLO STATO

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“Nessuno può riplasmare la condizione umana”, ma la politica si propone puntualmente di farlo. È l’eredità della rivoluzione francese. Come scrisse Tocqueville, “poiché sembrava tendere alla rigenerazione del genere umano, più ancora che alla riforma della Francia, essa poté accendere passioni che le rivoluzioni politiche anche più violente non avevano mai saputo produrre”.

L’ AVVENIRE SARA’ SEMPRE PIU’ DOMINATO DAGLI IGNORANTI

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Per meglio dominare una popolazione è saggio tenerne basso il livello culturale medio.
Credo che ci stiamo riuscendo egregiamente ad imitazione degli Stati Uniti e dell’Inghilterra dove ci sono – è vero – centri universitari d’eccellenza (dove spesso i docenti provengono, peraltro, dall’Europa e la cui formazione non è costata nulla a quei Governi) ma la popolazione è in media ignorante. La cosa importante è che essa sappia quel tanto che serve per lavorare nelle fabbriche o nei negozi ed uffici e che compri quel che i messaggi propagandistici martellanti sollecitano… e più non si domanda.

CESARE CHIERICATI INTERVISTA WOJCIECH JARUZELSKI

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Di seguito, l’intervista realizzata da Cesare Chiericati nel settembre 1992 al generale Jaruzelski, uomo forte della Polonia negli anni Ottanta, già primo ministro e dipoi presidente della repubblica. Al testo, fa seguito la biografia del generale scritta dallo stesso Chiericati. – MdPR
L’ appuntamento con il generale Wojciech Jaruzelski è fissato alle ore 11.00 sotto la tribuna centrale del vecchio stadio comunale di Varsavia, una costruzione tetra annerita dagli anni.
E’ la metà di settembre del 1992 ma già su Varsavia si annuncia l’autunno con un vento freddo che spoglia gli alberi e increspa la Vistola.

QUALCHE RIFLESSIONE CIRCA GLI ESITI NON IMPROBABILI DELLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE PER IL PARLAMENTO EUROPEO

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A maggio si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo.
Vi é il rischio che si registri un non trascurabile astensionismo forse, in parte, mitigato in Italia dalle concomitanti votazioni amministrative.
Tale alea può derivare dal fatto che gli elettori non avvertono l’importanza che le decisioni che vengono adottate dal Parlamento Europeo hanno sulle vicende nazionali cioé sulla vita di ciascuno di noi.

CRIMEA, LA CRISI CHE MINACCIA IL MONDO

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“Una minaccia, non solo per l’Ucraina, ma per l’intera comunità internazionale”. Così, Joe Biden, ha definito ieri la crisi in Crimea, che procede a passo spedito verso l’escalation militare incontrollata.
A livello locale, la minaccia militare russa di invasione si fa sempre più concreta. Un militare ucraino è stato colpito a morte, una base navale è stata assaltata da soldati irregolari russi e l’ammiraglio (ormai ex) della flotta ucraina in Crimea è stato arrestato dall’Fsb, discendente del Kgb. Abbiamo dunque un morto e un prigioniero fatti dai russi in territorio ucraino.

RENZI E LE PATATE

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Ma questi miliardi, ci sono o no?
Renzi si agita, promette, garantisce…
Sentendolo, mi torna in mente una vecchia barzelletta ebraica:
“Siamo nelle vecchia Unione Sovietica e un giorno la Pravda annuncia in prima pagina che ai magazzini di via…il giorno dopo saranno in vendita delle patate.
Alle tre del successivo mattino, il direttore dei magazzini in questione, visto il gran numero di persone in fila, esce e dice ‘Le patate ci sono ma non per così tante persone. Gli ebrei escano dalla fila’.
Mugugnando, un gruppetto abbandona il campo.
Un’ora dopo, ancora, il direttore: ‘Le patate ci sono ma non abbastanza per tutti. I non iscritti al partito comunista lascino la fila’.
Un secondo più nutrito gruppo di persone se ne va.

QUALCOSA SU CUI I PARTITI SONO TUTTI D’ACCORDISSIMO

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Domandate a un italiano se pensa che lo Stato debba aumentare o diminuire la propria presenza nell’economia e otterrete una risposta quasi unanime; a parte qualche nostalgico di baffone, la quasi totalità degli italiani non vede di buon occhio un aumento della mano pubblica. Viceversa, quando si va alle decisioni concrete della politica si può riscontrare un altro tipo di unanimità che va però in direzione opposta e cioè verso il mantenimento e anzi l’aumento della sfera assoggettata al controllo della politica.

IL GRANDE FRITTO MISTO PER LA SVOLTA DEL NULLA

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Matteo Renzi ha gettato la maschera. Ascoltando la sua conferenza stampa della “svolta” sono rimasto letteralmente basito, sebbene in parte mi aspettassi una buona dose di televendita politica. Tuttavia, il contrasto tra la realtà fattuale dei provvedimenti economici presentati dal premier e ciò che lo stesso sbandierava compiaciuto è stato troppo stridente. La tangibile sensazione è che ci troviamo di fronte ad uno spregiudicato uomo politico il quale, nascondendosi dietro l’ipocrisia “del ci metto la faccia”, si permette il lusso di giocare d’azzardo con le residuali speranze di un Paese in grave difficoltà. Altro che impressionanti riforme strutturali.