Mese: febbraio 2014

RENZI E GLI AUGURI DI OBAMA

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Pare – lo ha detto lui e per una volta gli crediamo – pare, dicevo, che Matteo Renzi abbia telefonato a Obama dopo aver raccattato la fiducia al senato.
L’inquilino di White House – dice il fiorentino – gli ha fatto gli auguri.
E qui si vede – se non è conscio della realtà e non abbia parlato solo ‘pour epater les bourgeoises’ – il provincialismo del povero Renzi: si vanta dell’accaduto, se ne gloria come di qualcosa di particolare, di ‘suo’.

RIMANDARE UCCIDE, VENDETE ALITALIA

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Esiste, nel nostro Paese, una pericolosa tendenza a intervenire sui problemi solo quando questi raggiungono la fase estrema. Ciò succede un po’ in tutti gli àmbiti che riguardano lo Stato, dai decreti d’urgenza per risolvere questa o quell’emergenza alle azioni improvvisate per sopperire a questa o quella mancanza. Insomma, una consuetudine diffusa, che comporta però grossi rischi nel medio-lungo periodo.

STEFANIA GIANNINI, UN’ESTREMISTA DELLA MERITOCRAZIA

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Forse non tutti si sono ancora accorti che il ministro dell’istruzione e della ricerca Stefania Giannini rappresenterà una delle vere novità del governo Renzi. Novità che promettono di rivoluzionare il mondo dell’università e della ricerca, e non facili da digerire per molti. Come facciamo a saperlo? In occasione delle scorse elezioni di circa un anno fa il nuovo ministro della istruzione e ricerca Stefania Giannini ha risposto su Scienzainrete alle 10 domande del Gruppo 2003 su merito, trasparenza, Agenzia unica per il finanziamento e altre “fisse” del Gruppo.

IL RITORNO DEI LIBERALI

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Edoardo Croci, liberale e ambientalista, già assessore alla mobilità e ambiente del Comune di Milano – e direttore di Cartalibera -, è stato eletto presidente nazionale del nuovo movimento politico “*I Liberali*” in cui sono confluiti diverse associazioni ed esponenti del mondo del liberalismo.

Sono impegnati ne “I Liberali”, tra gli altri, *Carlo Scognamiglio*, presidente emerito del Senato, gli ex ministri, *Renato Altissimo*, *Alfredo Biondi*, *Giuliano Urbani*, l’ex presidente dell’autorità per l’energia*, Alessandro Ortis*, il sen.* Enrico Musso*.

RENZI? I TRENI ARRIVANO GIA’ IN ORARIO

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Non ci volevo credere e cosi’ sono andato di persona a verificare.
Il governo Renzi era da poche ore insediato e già i treni che collegano Varese a Milano – tutte e due le linee, per di piu’ – rispettavano rigorosamente gli orari.
E, ne sono certo, altrettanto accadeva in tutt’Italia.
Un segno, un primo segno del ‘cambiamento’.

NASCE IL GOVERNO DEL PARADOSSO

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l Governo di Matteo Renzi nasce all’insegna del paradosso. La sua massima forza è data dal rapporto con l’opposizione mentre la sua grande debolezza dipende dall’estrema precarietà di una maggioranza che in gran parte lo considera un pericoloso intruso.
Il rapporto con l’opposizione, naturalmente, riguarda solo Forza Italia e Silvio Berlusconi. L’altra opposizione, quella del Movimento Cinque Stelle e di Beppe Grillo, ha scelto di autoescludersi dal gioco parlamentare e di puntare ad essere l’unica forza antisistema nella speranza di poter continuare a rappresentare quel quarto dell’elettorato italiano che è disgustato dalla politica e crede solo nella protesta. L’opposizione del fronte moderato, invece, non si è affatto autoesclusa dal gioco politico- parlamentare.

PROSPETTIVE DELLA QUESTIONE NUCLEARE IRANIANA

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L’intesa raggiunta a Ginevra il 24 novembre 2013 tra i 5 + 1 (Cina, Federazione Russa, Francia, Regno Unito, Stati Uniti + Germania) e l’Iran sul ‘Joint Plan of Action’ ed i ‘Technical Understandings’ (12 gennaio 2014) sulle sue modalità di attuazione per un periodo provvisorio di sei mesi, in vista di una ‘soluzione onnicomprensiva’, rappresentano una tappa importante della vicenda, iniziata nel 2002, con la scoperta degli impianti di arricchimento di Natanz.

Gli impegni presi dall’Iran per sospendere le attività di arricchimento dell’esafluoruro di uranio (UF6) arricchito al diciannove e settantacinque per cento, iniziando la conversione in ossido e la diluizione a meno del cinque per cento del materiale sino ad ora accumulato costituiscono una importante misura per il ristabilimento della fiducia nelle supposte finalità pacifiche del suo programma nucleare.

DELLA ‘PRIMA MORTE’ DI ERNEST HEMINGWAY E DI ALTRO ANCORA

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Forse comincerò ad amare Hemingway adesso che tutti sembrano averlo dimenticato.
Debbo ai tanti nipotini italiani di Hemingway una diffidenza verso di lui da “non l’ho letto e non mi piace”, confermata poi da letture affrettate, quasi soltanto per motivare il pregiudizio, suscitato in me dal suo cantore principale: Elio Vittorini.
Pur sapendo poco l’inglese, Vittorini aveva curato ‘Americana’, la scelta antologica della narrativa Usa contemporanea pubblicata nel 1941, e si piccava di apprezzare Hemingway in originale.