Anno: 2014

CRISTO E’ NATO PRIMA DI CRISTO!

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‘Cristo è nato certamente prima di Cristo’.
Come tutti sanno, difatti, dopo – o non avrebbe avuto senso visto che l’intento era di eliminarlo – la venuta al mondo di Gesù, Erode il Grande diede il via alla terribile ‘strage degli innocenti’.
Considerato, però che il medesimo re di Giudea muore nel 4 avanti Cristo, è evidente che Nostro Signore deve essersi incarnato prima.

IL TRAMONTO DELL’EUROPA E IL DECLINO DELL’ITALIA

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Lo si può trovare eccessivo e particolarmente pessimista, ma meditato, anche dopo l’ascolto, non involontario, di una conversazione in un locale milanese tra sette distinti signori. L’origliare ha fatto toccare con mano l’abissale distanza tra gli addetti alla politica e all’informazione e i ragionamenti quotidiani. Altro che preoccupazione per l’elezione del Presidente della Repubblica o per la riforma del Senato, per la fine dell’affidamento ai servizi sociali di un politico o per la ripresa dei consensi dello stesso personaggio.
Ed allora, ragioniamo concretamente anche noi.

SE LA FINE DELL’EMBARGO NON PORTA LA DEMOCRAZIA A CUBA

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«Somos todos americanos», siamo tutti americani. Con queste parole Obama ha annunciato la storica decisone di inaugurare un nuovo corso nelle relazioni con Cuba. Si tratta di una delle deliberazioni più importanti della presidenza Obama, una decisione che si rifletterà positivamente sulla sua immagine pubblica, oscurata da continui insuccessi in politica estera e dal fallimento delle elezioni di Midterm. Dopo 53 anni dalla rottura dei rapporti diplomatici, Washington riaprirà la sua ambasciata a L’Avana e Cuba sarà di nuovo rappresentata presso la Casa Bianca. “Riteniamo che la politica seguita fin qui non abbia funzionato – ha detto Obama – e che il modo migliore per portare democrazia e prosperità a Cuba sia di intraprendere una nuova strada”.

GEORGE HERBERT BUSH

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L’ex governatore della Georgia, arrivato a White House a seguito dell’affermazione di tre anni prima quando aveva sconfitto il repubblicano Gerald Ford, dovendosi confrontare in specie con gli accadimenti iraniani (caduta ed esilio dello Scià Reza Pahlavi, presa del potere da parte di Ruhollah Khomeini, assalto dei ‘giovani rivoluzionari’ all’ambasciata americana e cattura dei diplomatici e degli addetti da quel momento in poi ostaggi in mani non certamente amiche), si appresta ad affrontare l’anno elettorale, il 1980, con pochissime possibilità di ottenere il rinnovo del mandato.

MAI PIU SCIOPERI NEI SERVIZI PUBBLICI

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Ho il massimo rispetto per i pubblici dipendenti che lavorano, anche perché devono spesso fare anche la parte dei loro colleghi assenteisti o scansafatiche. È grazie a loro – e certo non ai loro capi – se qualcosa nei nostri servizi pubblici ancora funziona.
Sono però stanco dei loro sindacati la cui controparte siamo noi cittadini. Non è possibile che lo sciopero dei mezzi pubblici sia diventato così puntuale che si potrebbe stampare negli orari di bus e treni.

LA LEGGE ELETTORALE, TRA RAPPRESENTANZA E GOVERNABILITA’

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…Nell’età classica, greca e romana, invece, il concetto di rappresentanza politica (e cioè collettiva) non esisteva, mentre era ben presente il concetto di rappresentanza individuale-privatistica: i campi sociali erano ristretti, essendo molto limitato il numero dei cittadini che avevano pienezza di diritti, e quindi le scelte della polis, quelle cioè “politico-legislative” avvenivano in modo diretto, nella piazza (agorà) tra i pochi che vi avevano accesso, mentre le scelte esecutive venivano delegate direttamente dai cittadini ai magistrati…

L’IMPRUDENTE “CAPTATIO BENEVOLENTIAE” DEL NOSTRO PRIMO MINISTRO

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Probabilmente per acquisire meriti agli occhi del Governo turco e dei nostri esportatori ed investitori in Turchia il Primo Ministro Renzi, in occasione della recente visita di Stato ad Ankara, ha dichiarato che il nostro paese avrebbe sostenuto la domanda di quel Governo di adesione all’Unione Europea, richiesta che da tempo giace sui tavoli delle Cancellerie dei paesi membri.

STOP A VINCOLI E BUROCRAZIA PER FAR TORNARE L’ITALIA A CRESCERE

SQUINZI

Gli elettori non credono più in Renzi. Almeno così dicono gli ultimi sondaggi. Questa settimana, come rivelano gli ultimi numeri di Nando Pagnoncelli, l’indice di gradimento nei confronti del premier è sceso sotto la fatidica soglia del 50%. Ben al di sotto del 54%, percentuale che il premier raggiungeva solamente due mesi fa. A perdere la fiducia nei confronti di Renzi sono le fasce sociali più deboli, stanche delle continue promesse del premier tutte all’insegna del cambiamento e tutte, per il momento, disattese. Sondaggi alla mano per il momento è la Lega la vera alternativa al PD. Matteo Salvini ha visto aumentare i consensi di 5 punti passando dal 28% al 33%.