Anno: 2013

A VOI SERVIREBBE UN PO’ DI THATCHER

Intervista a Lord Lawson, ex-ministro delle Finanze nel governo di Lady T
Per Lord Nigel Lawson, 81 anni, uno dei ministri più vicini a Margaret Thatcher, cancelliere dello Scacchiere per 6 anni, «lo Stato in Italia pesa troppo». Il modello Thatcher aiuterebbe, ma, dice, «il vostro sistema elettorale lo rende difficile».
Nigel Lawson, oggi Lord Lawson, 81 anni, è stato uno dei ministri più vicini a Margaret Thatcher, cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze) per sei anni, padre del Lawson Boom che accompagnò l’ultima parte degli Anni Ottanta britannici. E appena stato premiato, per i suoi meriti liberali, dall’Istituto Bruno Leoni.

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SINDACI DI NEW YORK: JIMMY WALKER, IL BELLIMBUSTO CHE SCONFISSE FIORELLO LA GUARDIA

Tre, prima dell’appena eletto Bill De Blasio, i sindaci di New York di chiare e rivendicate origini italiane: Fiorello La Guardia, figura politica di livello quantomeno nazionale eletto nel 1933 e in sella fino al 1945, Vincent Impellitteri, 1951/1953, Rudolph Giuliani, 1994/2001, il primo tra i ‘nostri’ che abbia davvero avuto qualche chance di arrivare a White House, chance gettata alle ortiche con una condotta suicida nelle primarie repubblicane del 2008.

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HO CHIESTO DI ESSERE CANCELLATO DA WIKIPEDIA

Sono da tempo e invano in lotta con Wikipedia.
Non mi riesce di fare apportare alla pagina che mi riguarda, che contiene non poche piccole inesattezze e manca di una sia pur minima parvenza di completezza, le modifiche a mio modo di vedere necessarie.
Di quando in quando, scrivo inutilmente all’ignoto curatore per chiedergli questo o quell’inserimento.

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E SE ABOLISSIMO LE REGIONI?

Quando un Italiano sente parlare di federalismo la sua testa finisce inevitabilmente col visualizzare il faccione stravolto di Umberto Bossi e conclude che è meglio lasciar perdere. E in effetti quello de noantri è stato per gran parte un federalismo in salsa Elettra (dal nome dei corsi per corrispondenza seguiti dal leader della Lega) attraverso cui un piccolo gruppo si è impadronito della sua fetta di denaro pubblico.

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A SETTANT’ANNI DALLA MORTE, «TERENZIO MAMIANI DELLA ROVERE UOMO POLITICO, PENSATORE E DOCENTE»

«Italia mia io credo che l’estremo dei miei pensieri sarà il tuo; l’estrema delle mie brame il rinnovamento della tua gloria». In questa breve frase il conte Terenzio Mamiani della Rovere sintetizzò, a mio avviso, nel modo più bello e coinciso la sua lunga nobilissima esistenza. Egli fu, come la maggior parte dei suoi contemporanei, insieme patriota, letterato, poeta, filosofo. Insieme dico, perché gli studi fornirono nutrimento e forza al suo grande amore di patria che, a sua volta, fu il principale stimolo al perfezionamento di quelli che validamente potevano collaborare al rinnovamento dalla gloria d’Italia.

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RES SATIS NOTA: PLUS FAETENT STERCORA MOTA” (= E’ COSA ABBASTANZA NOTA: PIU’ RIMESTI LO STERCO PIU’ DA CATTIVO ODORE )

Questo antico proverbio è sempre piu’ d’attualità: Lo scandalo dello spionaggio statunitense nei paesi alleati sta indebolendo la presidenza Obama ed i rapporti con i principali alleati e nel nostro paese gli scandali si susseguono :spese folli dei gruppi politici nei Consigli Regionali, casi, quasi quotidiani, di concussione etc.

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ATTENTATO A PECHINO E DISINFORMAZIONE

Un “incidente” in Piazza Tienanmen. Un’auto che va a travolgere la folla di turisti e cinesi proprio sotto il ritratto di Mao, nella piazza resa celebre, tragicamente, dalla repressione dei moti democratici del 1989. La notizia riesce a trapelare e diffondersi, anche con foto e video. Gli sforzi della censura cinese sono vani, quando un fatto di sangue così grave (5 morti e una trentina di feriti) nel cuore di Pechino, sotto gli occhi di mezzo mondo.

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L’ANNOSA QUESTIONE DELLO IUS SOLI SPACCA L’UMP: COPE’ VUOLE RIFORMARLO, I FRANCESI PURE

Parigi. È ritornato al centro del dibattito politico in seguito all’affaire Leonarda (la bambina kosovara espulsa dalla Francia il 9 ottobre scorso, dopo essere stata prelevata con le maniere forti mentre era in gita scolastica), che ha monopolizzato le pagine dei giornali d’Oltralpe negli ultimi quindici giorni, indignato i benpensanti, scatenato il solito teatrino mediatico a gauche come a droite, e messo per l’ennesima volta in discussione la stabilità dell’esecutivo socialista e la leadership di François Hollande.

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