IL BUON SENSO AL POTERE

Roma68

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In occasione dei moti studenteschi ed operai del 1968 i giovani gridavano: “La fantasia al potere!”, Non ho mai compreso che cosa significasse esattamente. Fatto gli é che dopo non molto tempo la rivolta fu incruentemente domata dal Governo del Generale de Gaulle ed il buon senso prevalse.

Che cosa si deve, però, intendere con questa locuzione?

Si tratta, a nostro modesto parere, della capacità di esprimere un giudizio che coglie l’essenza di un problema e riesce anche ad individuare le soluzioni dello stesso senza eccessi.

E’ una grande virtù! E’, però, difficile vederla utilizzata.

Le passioni, i miopi egoismi vi fanno da ostacolo specie nella vita pubblica. La cupidigia è, in sostanza, alla radice di questi errati comportamenti.

San Paolo nel,a Lettera a Timote o(1,6,10), d’altronde, scrisse: “Radix omnium malorum est cupiditas” (= la radice di tutti i mali é la cupidigia).

Non si considera che una saggia soluzione di un problema collettivo alla fine avvantaggia tutti.

Un esempio eclatante é rappresentato dall’ancora non realizzata “Revisione della spesa pubblica” (ma è piu’ elegante dire “Spending Review” come se la lingua italica non avesse vocaboli idonei ad esprimere il concetto!).

In due nostri scritti ospitati da questo foglio il 27 aprile ed il 19 giugno 2012 (“Un incomprensibile ritardo del Governo Monti” e “La revisione della spesa pubblica, il contrasto alla criminalità organizzata, la lotta all’evasione fiscale”) segnalavamo l’ovvia, impellente necessità di procedere alla revisione della spesa pubblica e ci lamentavamo del ritardo nell’affrontare detta revisione che é, sì difficilissima,ma la cui soluzione rappresenta la “conditio sine qua non” per la ripresa economica del nostro paese. E’ una questione di “buon senso” ma evidentemente grandi interessi l’ostacolano perchè dopo la nomina nel 2012 del Commissario Straordinario Bondi il Governo ha dovuto chiamare di recente un esperto italiano del F.M.I.

Ci si perdoni se concludiamo questo articoletto citando Seneca: “Tempus cum perit magna in magnis rebus jactura est” (= il tempo che se ne va é di gran danno nelle grandi imprese; v. “De ira”, 3, 21. Credo, infatti, che nessuno dubiti che la revisione della spesa pubblica italiana sarebbe una grande impresa.

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