UN LIBRO DI DUE ECONOMISTI LIBERALI SGONFIA LE SMARGIASSATE NEOCOLBERTISTE DI MONTEBOURG

Montebourg Toulouse 2012 - WIKIPEDIA CREATIVE COMMONS

Montebourg Toulouse 2012 - WIKIPEDIA CREATIVE COMMONS

Parigi. Da poco più di una settimana, è uscito in Francia il nuovo libro di Arnaud Montebourg, La Bataille du Made in France. All’interno del quale, il ministro del Rilancio produttivo, prosegue la sua crociata in difesa dell’industria nazionale.

Un manifesto neocolbertista, redatto con l’aiuto dei suoi stretti collaboratori, che ripresenta i punti fermi della sua strategia economica: la tutela del savoir-faire industriale francese, la salvaguardia dei prodotti nazionali che hanno fatto la grandeur della Francia, l’importanza d’investire sulle nuove teconologie, la valorizzazione delle start-up, l’intervento necessario dello stato per salvare le imprese in difficoltà (in verità, le vorrebbe nazionalizzare tutte, indipendentemente dalla loro produttività e dalla loro efficienza), e la riduzione del peso dell’Europa nella regolamentazione del mercato interno. Montebourg, com’è noto, è il capo dell’ala sinistrosa dell’esecutivo di Hollande, quella dogmatica e illiberale attorno alla quale gravita anche il ministro dell’Educazione Nazionale Vincent Peillon, quella che rispecchia le idee più vecchie e forforose del socialismo europeo, lotta alla globalizzazione, nazionalismo, salvaguardia dell’industria nazionale, tanto stato e poco libero-mercato (e libero-pensiero).

A novembre 2012 fece imbufalire il tycoon Mittal con una delle sue smargiassate interventiste: la proposta di una nazionalizzazione temporanea dell’impianto siderurgico ArcelorMittal di Florange per salvarlo dalla chiusura, che rischiò di far saltare tutti gli investimenti dell’imprenditore indiano in Francia, nonché di scatenare l’ennesima, profonda, crisi di governo (Montebourg rassegnò le dimissioni, Hollande le ricusò, e si beccò pure una tirata d’orecchie dal ministro dell’Economia e delle Finanze Pierre Moscovici).

Oggi, a distanza di un anno dal caso Montebourg-Mittal, due economisti liberali francesi, Augustin Landier e David Thesmar,  pubblicano un saggio, 10 idées qui coulent la France (10 idee che affondano la Francia), che sminuisce l’ambizioso progetto di reindustralizzazione della “Nouvelle France Industrielle” promosso dal ministro del Rilancio produttivo e dal presidente Hollande. “Il colbertismo partecipativo di Montebourg è completamente superato”, ha dichiarato Thesmar a Libération. Che ha aggiunto: “Con Montebourg e Hollande abbiamo a che fare con due ‘creazionisti’ dell’economia, che invano pensano da soli di poter determinare i settori cruciali della Francia di domani”. Il culto dello Stato stratega rischia di far scivolare la Francia in una situazione ancor più drammatica di quella in cui già si trova. Non è compito del governo decidere sulla vita o sulla morte delle imprese. “I grandi gruppi industriali hanno delle lobby potentissime – ha denunciato al sito Atlantico.fr Landier – e, grazie ad esse, una sfilza di dipositivi ad-hoc è stata creata per sovvenzionarli. Bisogna finirla con questo capitalismo assistenziale che favorizza i grandi gruppi a discapito del resto dell’economia, e in particolare delle piccole e medie imprese”. Una denuncia che potrebbe essere allargata anche al nostro paese.

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1 comment for “UN LIBRO DI DUE ECONOMISTI LIBERALI SGONFIA LE SMARGIASSATE NEOCOLBERTISTE DI MONTEBOURG

  1. walter monici
    11 ottobre 2013 at 10:47

    Ci sono settori che dovrebbero restare di esclusiva gestione statale: le reti energatiche, di comunicazione e di trasporto ( strade e ferrovie ) dovrebbero essere gestite per il miglior vantaggio delle imprese e non per lucrare facili profitti.
    La privatizzazione delle autostrade da parte del Centro sinistra di Prodi ne sono l’esempio:
    in un momento in cui lo stato dovrebbe rilanciare le imprese e quindi favorire i trasporti e la logistica, per esempio rendendo gratuite le autostrade, ci sono privati amici degli amici che lucrano sul paese.
    Parassiti.
    Uccidono il paese fino a che ne provocheranno la morte.

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