PRO MEMORIA PER IL FUTURO GOVERNO

Palazzo della banca d'italia (firenze) - Wikipedia Creative Commons

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“Un gravissimo problema irrisolto: la criminalità organizzata, presente soprattutto nel Meridione d’Italia, che rappresenta uno dei principali ostacoli alla ripresa economica del nostro paese”.

L’Italia soffre, come é noto, di un permanente, anomalo, divario, sotto il profilo economico e sociale, tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno.

Qualche dato, se ce ne fosse bisogno, a sostegno di tale affermazione.

Andamento del Prodotto Interno Lordo nel periodo 2001-2012 (Rapporto SVIMEZ sull’Economia del Mezzogiorno):

  • Centro-Nord: -media annua =0,3%
  • cumulata= 3,3%
  • Mezzogiorno: – media annua =- 0,3%
  • cumulata =-3,8%
  • Italia: -media annua = 0,1%
  • cumulata = 1,6%

Disoccupazione giovanile (ISTAT):

  • Italia: -2008 = 15,3%
  • 2012 = 25,3%
  • Primi due trimestri 2013= 28,0%
  • Nord: -2008 = 8,15%
  • 2012 = 17,3%
  • Primi due trimestri 2013 = 18,10%
  • Centro: – 2008 = 13,7%
  • 2012 = 24,1%
  • Primi due trimestri 2013 = 26,4%
  • Meridione: -2008 = 25,9%
  • 2012 = 37,3%
  • Primi due trimestri 2013 = 41,10%

Le ragioni di questa situazione sono molteplici (storiche, conformazione del suolo, assenza di grandi fiumi etc.) ma, a nostro avviso, come, d’altronde, indicato chiaramente dal Ministero dell’Interno (v. in appresso) , è soprattutto la malavita organizzata che frena lo sviluppo del Mezzogiorno scoraggiando le indubbie potenzialità di quelle contrade.

Secondo il predetto Ministero (v. “Rapporto sulla criminalità in Italia. Anno 2006. pag 183): “I sodalizi criminali più strutturati, cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e criminalità organizzata pugliese, continuano ad esercitare un’efficace azione di controllo dei territori d’origine ed a rappresentare una grave minaccia allo sviluppo delle relazioni tra le varie componenti sociali e dell’ordine economico.

Le organizzazioni criminali, quindi, condizionano segmenti dell’economia imprenditoriale nazionale……. ed é stata acclarata, in particolare, l’ingerenza negli appalti pubblici, nell’utilizzo di fondi strutturali, nell’acquisizione e/o controllo di attività legali “.

Dal 2006 la situazione sopradescritta non é certamente migliorata.

Risulta perciò “indispensabile “ che il Governo (se ne avremo uno degno di questo nome) mobiliti tutte le energie per cercare di avviare “rapidamente “ a soluzione il problema onde facilitare il flusso d’investimenti-nazionali ed esteri- indispensabile per lo sviluppo di quelle Regioni e, conseguentemente, di tutta l’Italia.

Visto che gli enormi investimenti pubblici profusi dal dopoguerra per il Meridione hanno scarsamente inciso é forse venuto il momento di porre decisamente al centro dell’azione dello Stato in quell’area la lotta alla malavita organizzata utilizzando tutti i mezzi di cui dispone: leggi speciali(sì ! leggi speciali perché “salus reipublicae suprema lex esto”) ed aumento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio impiegando, se necessario, anche le truppe.

A mali estremi estremi rimedi!

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