LA BANDIERA USA: COME COLLOCARE LE STELLE?

American Flag

American Flag

L’oggi ottantatreenne Jasper Johns, tra i grandi della pittura americana del secondo Novecento, è al Moma, tra l’altro, con un celebre e riprodottissimo dipinto: si tratta di ‘Flag’, datato 1954.

La bandiera in questione è ovviamente quella americana.

Propone come consuetudine* le tredici strisce rosse (la prima in alto è appunto rossa) e bianche che rappresentano le tredici ex colonie fondatrici.

Nel riquadro su sfondo blu, colloca quarantotto stelle disposte semplicemente su sei file di otto ciascuna.

Questo, naturalmente, in quanto allora gli Stati componenti gli USA erano appunto quarantotto.

Allorquando entrarono nell’Unione l’Alaska e in seguito le Hawaii, si pose il problema di come disporre le dapprima quarantanove e subito dopo cinquanta stelle senza allargare lo spazio occupato per la bisogna in precedenza nel drappo.

Visto che la bandiera a quarantanove stelle ebbe vita brevissima (durò dal 4 luglio** 1959 al 3 luglio 1960 per lasciare spazio il giorno successivo a quella tuttora in uso), parliamo di quella che tutti oggi conoscono.

Mille e mille le ipotesi.

Ma tutte asimmetriche, ingombranti in quanto necessitanti di un maggiore spazio, e sgradevoli alla vista.

La complicata ma elegante soluzione – cinque strisce formate da sei stars intervallate da quattro file costituite da cinque – si deve all’allora giovanissimo designer Robert Heft, il quale, successivamente, studiò anche le ipotetiche bandiere da usare nel caso in cui gli Stati aumentino da cinquantuno fino addirittura a sessanta.

* Solo nel periodo in cui gli Stati dell’Unione furono quindici la bandiera riportò quindici strisce per poi ritornare alle origini così come l’aveva, secondo tradizione, proposta Betsy Ross.

** Sempre per tradizione, ogni nuova bandiera viene ufficializzata a Filadelfia nel giorno della dichiarazione di indipendenza.

La precedente viene in quel momento bruciata.

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