LA POSSIBILE ASCENDENZA EBRAICA DEI NAVAJO

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A proposito del film ‘Windtalkers’ (interpretato da Nicholas Cage, diretto da John Woo, in programmazione tempo fa sui nostri schermi e di quando in quando riproposto in tv), che ricorda in qual modo, durante la seconda guerra mondiale, nel Pacifico, per evitare le intercettazioni da parte dei giapponesi delle comunicazioni via radio, le forze armate degli Stati Uniti abbiano utilizzato come trasmettitori alcuni navajo che nell’occasione parlavano esclusivamente nella loro lingua, sarà utile rammentare che proprio l’idioma di quella tribù pellerossa è da moltissimo tempo sotto osservazione da parte degli studiosi.

Le ragioni di questa particolare attenzione vanno ricercate in due peculiarità.

Per cominciare, tra tutte le lingue dei pellirosse, quella navajo si distingue per una particolare complessità.

In secondo luogo, pur appartenendo indubbiamente al gruppo linguistico na-dene, alcuni tra i vocaboli normalmente usati sembrano avere una diversa e inspiegabile origine.

Tanto diversa ed estranea tale origine che, anni orsono, qualcuno pensò di collegare il navajo addirittura all’ebraico.

Secondo i sostenitori di questa teoria, i navajo altri non sarebbero che i discendenti di quelle che vengono definite ‘le Tribù disperse di Israele’ e cioè delle dieci tribù (per il vero, al di là della tradizione, nove) che, appunto alla caduta – provocata dagli assiri – del regno di Israele nel 721 a.C., furono esiliate e di cui si perse storicamente ogni traccia, salvo ritrovarla proprio negli attuali Stati Uniti dove quei pellegrini in cerca di una nuova patria si sarebbero trasferiti mantenendo almeno parte della loro lingua.

D’altronde, tesi analoghe risalgono a molto tempo fa.

Probabilmente, il primo a parlare di una evidentemente parziale colonizzazione ebraica del Nuovo Mondo fu lo studioso spagnolo Arius Montanus, nella sua ‘Bibbia poliglotta’, edita ad Anversa tra il 1569 e il 1573.

Della stessa opinione, Gregorio Garcia nel 1607, ‘Origen de los indios del Nuevo Mondo’, e, tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo, molti altri tra i quali si distingue soprattutto per la sua eminenza e per la vastità delle ricerche l’inglese lord Kingsborough.

Quanto al resto, nel presentare il citato film di John Woo, molti ebbero a scrivere che di quel fondamentale contributo navajo alla guerra del Pacifico nulla si sapeva fin verso la fine degli anni Sessanta del trascorso Novecento.

Niente di più falso: la storia mi fu raccontata ben prima, non oltre la metà degli anni Cinquanta, da un amico militare di alto grado che, per ragioni di studio e di scambio tra le forze armate USA e quelle italiane, aveva soggiornato a lungo in America.

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