Mese: agosto 2013

LA BANDIERA USA: COME COLLOCARE LE STELLE?

L’oggi ottantatreenne Jasper Johns, tra i grandi della pittura americana del secondo Novecento, è al Moma, tra l’altro, con un celebre e riprodottissimo dipinto: si tratta di ‘Flag’, datato 1954.
La bandiera in questione è ovviamente quella americana.

Propone come consuetudine* le tredici strisce rosse (la prima in alto è appunto rossa) e bianche che rappresentano le tredici ex colonie fondatrici.
Nel riquadro su sfondo blu, colloca quarantotto stelle disposte semplicemente su sei file di otto ciascuna.

VANITAS VENITATUM, OMNIA VANITAS (“VANITA’ DELLE VANITA’, TUTTO E’ VANITA'” ECCLESIATE 1, 2; 12, 8)

E’ ormai questo l’imperativo della nostra società. Siffatto “detto-ammonimento” dovrebbe campeggiare ormai anche nella aule di giustizia italiana sotto (o al posto?) alla frase ” La giustizia è uguale per tutti”. Come spiegare, infatti, altrimenti il comportamento di alcuni giudici, che manifestano il loro orientamento politico ad ogni piè sospinto, dando inizio sovente ad inchieste penali eclatanti che si rivelano successivamente del tutto infondate, se non con il desiderio di “apparire” su tutti gli organi di stampa e d’iniziare una carriera politica?

LA POSSIBILE ASCENDENZA EBRAICA DEI NAVAJO

A proposito del film ‘Windtalkers’ (interpretato da Nicholas Cage, diretto da John Woo, in programmazione tempo fa sui nostri schermi e di quando in quando riproposto in tv), che ricorda in qual modo, durante la seconda guerra mondiale, nel Pacifico, per evitare le intercettazioni da parte dei giapponesi delle comunicazioni via radio, le forze armate degli Stati Uniti abbiano utilizzato come trasmettitori alcuni navajo che nell’occasione parlavano esclusivamente nella loro lingua, sarà utile rammentare che proprio l’idioma di quella tribù pellerossa è da moltissimo tempo sotto osservazione da parte degli studiosi.

LE RIMPASTO’ C’EST BIENTOT: VALLS, “IL MINISTRO INFATICABILE”, CHE PUNTA DRITTO A MANTIGNON

Parigi. A spadroneggiare, da più di una settimana, sulle pagine dei quotidiani d’oltralpe, è la polemica sulle vacanze dei membri dell’esecutivo. Venerdì scorso, c’è stato l’ultimo Consiglio dei Ministri prima della “rentrée”, fissata per il 19 agosto, a ridosso della tradizionale università estiva del Partito Socialista a La Rochelle. Due settimane di ferie per riprendere fiato, rigorosamente in patria, nel caso in cui un’urgenza interna, o un brutto scherzo dei mercati, obbligasse tutti a un rientro anticipato a Parigi. Senza deroghe, e con i dossier di lavoro imperativamete sottobraccio.