CELENTANO

Adraino Celentano on 65th Venice International Film Festival.

Adraino Celentano on 65th Venice International Film Festival.

Varese, corso Matteotti, sotto i portici a destra, scendendo verso piazza Carducci.

Prima del Caffè Zamberletti.

Cento anni fa o quasi.

Franchi, ‘le sorelle Franchi’, la libreria che frequento da sempre in alternativa a Pontiggia.

Non solo libri.

Vendono anche dischi.

Sono qui per questo, invero.

Ho ascoltato Celentano al Festival di Sanremo, la sera prima.

“Mi fa sentire ‘Il ragazzo della via Gluck’”, chiedo alla Franchi più vicina al reparto dischi.

Il quarantacinque giri sul piatto e Adriano parte:

“Era un ragazzo che come me…”

Partecipo, eccome se partecipo.

Quand’ecco le Franchi, all’unisono:

“Ma guarda questo che razza di temi tratta”.

E, l’una all’altra:

“A chi vuoi che interessino?”

“A me e moltissimo”, quasi esplodo.

“Lo compro”, concludo.

Un momento, un accadimento lontano da non dimenticare.

Il rifiuto, la ribellione rispetto alle vecchie convenienze.

La dichiarazione di una appartenenza.

Non che da allora mi sia trovato sempre d’accordo con Celentano.

Tutt’altro.

Ma c’è almeno una domanda che vorrei fargli ed è questa:

“Dai tempi, nientemeno, de ‘La dolce vita’, laddove, apparizione straordinaria, consacrato, canti, tu (mi consente il tu?) occupi con forza e naturalezza la scena.

Mille e mille le personalità nel trascorrere dei decenni tramontate, e nei campi più diversi.

Mille perfino i movimenti, i partiti, le idee, le ideologie trascorsi.

Mille le lotte, i momenti epocali vissuti come tali e dipoi rapidamente dimenticati.

Mille i sacrificati a cause oramai disperse.

Quale la forza che ti permette, in ogni caso, sempre, di rifulgere, non solo e semplicemente di durare?

E non parlo del canto, della musica ‘soltanto’ (tra virgolette: basterebbe, certo che basterebbe, la tua musica).

Quale la forza che ti consente di rappresentare, spesso di anticipare, di persona o per iscritto situazioni e temi scottanti nonchè controversi del cui merito è giusto trattare?

Temi a proposito dei quali – ritorno al quel “tutt’altro” vergato poche righe fa – ci troviamo di sovente su sponde opposte, come m’occorre di scoprire quando da te, dal tuo argomentare sollecitato.

Ecco, una sola, articolata, domanda.

Infinite quelle che dopo verranno, se e quando Adriano risponderà.

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