2016, JOHN ROBERTS IN CORSA PER LA CASA BIANCA?

Come più volte scritto e sottolineato, il partito repubblicano USA, in prospettiva elettorale e limitatamente a White House (altra cosa, il congresso), si trova – l’abbiamo visto – e maggiormente si troverà in notevoli difficoltà.

Gli aventi diritto al voto non appartenenti al tradizionale ‘zoccolo duro’ GOP (Grand Old Party), già oggi in gran numero, sono destinati a diventare larga maggioranza nel Paese.

Così stando le cose, indispensabile una nuova collocazione che tenga conto della realtà in movimento e consenta un approccio politico e sociale in qualche modo nuovo e in prospettiva vincente.

John G. Roberts, Jr., Chief Justice of the United States of America

John G. Roberts, Jr., Chief Justice of the United States of America

Dappoichè, alla fine, in un sistema quale quello presidenziale USA è nel candidato alla presidenza quasi più che nel programma che si incentrano e si identificano idee e istanze, sarà necessario nel 2016, allorquando, Obama fuori gioco, anche i democratici saranno impegnati in una scelta non facile, trovare un pretendente di alto profilo, capace e, dal punto di vista delle riforme in genere nonchè in specie delle politiche sociali nei confronti delle nuove etnie oramai assai più che emergenti, inattaccabile.

L’ipotesi Jeb Bush sullo sfondo (l’ex governatore della Florida è, anche per ragioni familiari, da sempre aperto al nuovo), congelata l’affascinante ipotesi Condoleezza Rice (il segretario di Stato del secondo mandato di George Walker Bush si sottrae per ragioni personali), incerta l’ipotesi Chris Christie (non carismatico certamente il governatore del New Jersey), perchè non pensare al presidente della Corte Suprema John Roberts?

Repubblicano di reale spessore, il ‘chief’ si è grandemente segnalato per le posizioni equidistanti assunte in occasione di sentenze di estrema delicatezza risultando determinante, vero e proprio ‘ago della bilancia’, in senso ‘liberal’ peraltro non tradendo affatto – e lo si evince dal contenuto della motivazioni relative alle decisioni assunte – le origini ideali e ideologiche.

E’ vero, mai nella lunga storia dei confronti per la conquista di White House si è visto in competizione il presidente della Corte Suprema ma uno dei suoi membri sì.

Nel 1916, infatti – e stranamente, essendo le prossime consultazioni fissate al 2016, esattamente un secolo prima – il giudice appunto della predetta Corte Charles Evans Hughes, rassegnate le dimissioni dall’incarico (cosa che dovrebbe nel caso fare anche Roberts), corse in opposizione all’uscente Woodrow Wilson perdendo di stretta misura.

Il precedente, quanto al risultato, non conta perchè allora si trattava di defenestrare il presidente in carica e nel 2016 così non potrà essere.

Roberts – i repubblicani ci pensino – è il candidato ‘giusto’ per tornare ad occupare lo scranno presidenziale: è l’uomo ‘sopra le parti’ del quale hanno assoluta necessità.

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