“MI HANNO SBUDELLATO!” IN MEMORIA DI GIULIANO ZINCONE

Da lunghi anni, Giuliano Zincone e io ci promettevamo reciprocamente un incontro.

Ma, ogni qual volta mi capitava di andare a Roma, per una ragione o per l’altra, non riuscivamo a vederci.

‘Amici di penna’, come si diceva un tempo, noi due.

Io l’ammiravo per le sue incredibili imprese di inviato e per la difficile facilità con la quale scriveva.

Non molto tempo fa, a una mail nella quale, di nuovo, chiedevo un vis a vis, aveva risposto: “Adesso no. Mi hanno sbudellato!”

Era il suo particolare modo di rivelarmi la malattia e l’operazione subita.

Ci incontreremo, comunque, Giuliano.

Ci incontreremo nell’altra vita.

Di seguito, le righe che Giuliano, benevolmente, volle fossero comprese nella prefazione al mio ‘Dieci anni di Pignolerie’ uscito nel 2006:

“Ho sempre stimato Mauro della Porta Raffo, ma sono diventato un suo ammiratore quando ha beccato anche me.

Commentando gli argomenti di una vecchia campagna presidenziale americana, avevo scritto del ‘busing’, una trovata che pretendeva di combattere le discriminazioni razziali trasportando (in autobus, appunto) gli alunni neri nelle scuole dei bianchi e viceversa.

Per quanto sia pignolissimo anch’io (spesso disturbo gli amici con disparate e disperate proteste: sulle traslitterazioni dal russo, per esempio: perché scrivono Shevchenko e non Scevcenko? perché Eltsin e non Elzin? E poi, perché dicono anguria e non cocomero, che è il termine italiano? Perché pronunciano scandìnavo invece del corretto scandinàvo? E come mai, in Italia, tutti dicono contìnental, con un accento che nessuna lingua prevede? Eccetera), il Gran Pignolo, espertissimo della materia come d’ogni altra cosa, smentì i miei argomenti, lasciandomi di princisbecco, perché io ero presente ai fatti che tanto imprecisamente avevo riferito!”

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