Il Festival Internazionale del Giornalismo 2013: tra WikiLeaks e il Montefalco sagrantino

Festival Internazionale del Giornalismo

Festival Internazionale del Giornalismo

Perugia. Ci siamo trovati in tanti fuori dalla sala dei Notari, sulla scalinata dell’antico Palazzo dei Priori, oggi sede del municipio della città. Eravamo molti anche nella sala del Dottorato, a pochi passi da piazza IV Novembre, per seguire da vicino i lavori dei colleghi del Telegraph e del Guardian impegnati in una tavola rotonda  sul ruolo del leaking e sul “caso Assange”. Eravamo stipati anche al bar Bellavista dell’Hotel Brufani, sul cucuzzolo della città vecchia, in attesa di quelle due “sagome” di Cruciani e Parenzo de La Zanzara, programma cult di R24 per l’occasione di li a poco in diretta live. Non da ultimo poi, al teatro Marlocchi, ci siamo addentrati con Roberto Saviano e il suo team, per la presentazione dell’ultimo libro dello scrittore napoletano.

La città di Perugia, dal 24 al 28 aprile, si è trasformata da capitale italiana del cioccolato in irridente capoluogo  internazionale del giornalismo 2.0.L’occasione è stata quella dell’International Journalism Festival 2013, alla sua settima edizione. Un programma di incontri, dibattiti, interviste e workshop organizzato da Arianna Ciccone e dai suoi volontari, che ha riunito intorno a tavoli tematici il mondo del giornalismo, quello dei media e l’universo della comunicazione.

I luoghi del festival sono eleganti e moderni: l’Hotel Sangallo, il Brufani, le sale Lippi, Notari, Dottorato, il Centro Alessi, il teatro Marlocchi e la Feltrinelli. Le domande, invece, da prima di copertina: come cambia il Fact-checking ai tempi della rete? Cos’è cambiato nel giornalismo dopo l’assalto di Twitter?  Come viviamo la stampa multimediale su tablet e smartphone? E gli E-book? O ancora,  qual è il limite tra Cyber attivismo e Wikileaks?

Domande e temi che il mondo della stampa internazionale ha affrontato a Perugia senza alcun indugio e che per sintesi sono ricostruibili su Twitter all’hashtag #ijf13. Tutti argomenti a cui i principali esperti del giornalismo nostrano – da Napoletano a Severgnini, da Zucconi ad Alfieri a Lucio Caracciolo a Mario Calabresi – hanno cercato di anteporre le proprie esperienze “di penna e di redazione”, unitamente a qualche “consiglio per gli acquisti”.

I grandi nomi della stampa italiana, però, non si sono fatti mancare la passerella lungo il corso Vannucci di Perugia, a braccetto con i nuovi startupper del giornalismo internazionale (da Nicola Bruno di effecinque.org al team delle donne di girlgreeklife.com fino a Claudio Agosti del Centro Hermes) e con alcuni capitani d’azienda (da Patuano di Telecom, a Beretta di Unicredit,  a Farinetti di Eataly fino a Profumo di Mps) per trasportare nel dibattito con i freelance di mezza Europa il ruolo delle imprese nella stampa, l’importanza del capitale privato nell’editoria e la genialità degli incubatori editoriali che spesso le grandi aziende ospitano nei propri uffici stampa o nelle redazioni che controllano. Il giornalismo 2.0, quindi, quello dell’era Twitter e del dilagare dei social network, quello delle redazioni liquide e del moltiplicarsi delle testate, all’#IJF 2013 sembra non fare paura. Un fenomeno, anzi, affrontato con grande serietà e con rinnovata modernità di mezzi e persone.

Tra i consigli del Festival troviamo l’importanza del data Journalism come modello di scrittura. Il giornalismo basato sui dati, con un approccio a cavallo tra ricerca e inchiesta giornalistica che fa un uso intensivo di database, mappe digitali e software per analizzare, raccontare e visualizzare un fenomeno o una notizia. Ma ancora, da Perugia riportiamo l’importanza crescente dei watchdogger nelle redazioni, ovvero le testimonianze preziose di freelance spontanei che presidiano il territorio oppure il ruolo del citizen journalism, tra sfruttamento e democratizzazione, con l’acceso dibattito sull’essenza o meno dei contributi economici da destinare ai freelance dell’ultimo miglio per le notizie last second. Non da ultimo, poi, riportiamo l’importanza della segretezza delle fonti di informazione qualificate  nel processo di redazione e di trasmissione delle notizie al grande pubblico o il ruolo smisurato dei social network come strumento diffusione e analisi delle notizie e degli scoop.

Attimi di grande tensione, infine, si sono vissuti alla prima apparizione in Italia di Yoani Sanchez, la blogger anti-regime cubano, intervenuta a Perugia domenica 28 aprile per raccontare la sua vita a Cuba, le critiche al regime castrista e l’essenza del suo blog, strumento di protesta virtuale che da tempo ispira movimenti e popoli nella lotta contro i regimi autoritari e totalitari ancora in vita.

Questo e molto altro è stato l’IJF 2013 di Perugia, dove, per l’occasione accompagnati da un ottimo piatto di strangozzi al tartufo nero e una buona bottiglia di Montefalco sagrantino, per una volta, ci siamo sentiti davvero in prima pagina.

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