Chi è Matthieu Pigasse, l’imprenditore amico di Hollande, banchiere d’affari e guru dei salotti del tout Paris


Matthieu Pigasse - autore della foto: Philippe Moreau Chevrolet - Wikipedia Creative Commons

Parigi. Nel mondo della finanza è noto come il “banchiere punk-rock” per la sua passione smodata per i Clash, dei quali ha un poster gigantesco nel suo ufficio di rue Saint-Sabin nell’11° arrondissement. Ma soprattutto perché tre anni fa ha deciso di acquistare, triplicandone le vendite, il settimanale più fighetto di Francia, Les Inrockuptibles. La rivista che tutti gli hipsters d’Oltralpe tengono sotto il braccio (assieme a Libération, certo, immancabile, il quotidiano della sinistra progressista e anche un po’ manettara).

Lui, Matthieu Pigasse, classe ’68, è l’imprenditore più influente ed affermato del mondo dell’editoria francese. Uno che nei salotti della Parigi che conta è sempre accolto col tappeto rosso. Specialmente in quelli della riva sinistra della Senna. Nel 2010 ha fatto un dispettone a Sarkozy, in compagnia di Xavier Niel (fondatore di Free Mobile e dell’École 42) e Pierre Bergé (mecenate e storico compagno di Yves Saint-Laurent) “salvando” Le Monde, il giornale della gauche caviar, salottiera, sussiegosa, che pasteggia a Boulevard Saint-Germain e bazzica un giorno sì e l’altro pure al Théâtre de Chatelet (di cui Pigasse è divenuto amministratore, su indicazione del sindaco socialista Bertrand Delanoë). Sostiene economicamente il canale gay-lesbo Pink TV e il sito d’informazione Rue89. Nel 2005 ha organizzato la cessione del controllo di Libération a un altro uomo d’affari di peso come Édouard de Rothschild, e da un po’ di tempo fornisce consulenze a Murdoch per Eurosport.

Insomma, ha le mani impastate un po’ ovunque. E ha molti, anzi moltissimi amici nel mondo della politica. Hollande, in primis. Che ha sostenuto e finanziato durante la vittoriosa campagna presidenziale dello scorso anno. M. le-changement-c’est-maintenant (ci si domanda ancora quale cambiamento) lo ha a sua volta premiato, a settembre, affidando alla Lazard, banca d’affari di cui è direttore generale, l’importante consulenza per la creazione della BPI (Banque Publique d’Investissement), la Cassa Depositi e Prestiti francese.

Ma per Pigasse gli intrecci con la politica sono iniziati molto prima. Ha, tanto per cambiare, frequentato Sciences Po e l’ENA (come Hollande), le scuole delle élite, quelle che sfornano la futura classe dirigente. Negli anni novanta è passato per i gabinetti ministeriali di Dominique Strauss-Kahn e Laurent Fabius, è entrato nel consiglio d’amministrazione del think-tank di riferimento del partito socialista, la Fondation Jean-Jaurés, e nel 2007, se Ségolène Royal avesse vinto contro l’odiato Sarkozy, sarebbe pure diventato ministro. Ora con la sua Lazard si occupa a tempo pieno di governement advisory. È esperto nella ristrutturazioni dei debiti sovrani, argomento di cui si interessa da quando aveva 26 anni. Recentemente è stato consulente anti-crisi per il governo greco e per altri governi europei, ma per lui la cosa importante è solo una: stare a sinistra (perché conviene). “Sto con la gauche perché penso di essere stato fortunato. E vorrei che tutti potessero avere la mia stessa fortuna”.

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