IN MEMORIA DI MARGARETH THATCHER, NELLE SUE STESSE PAROLE.


Margaret Thatcher. Fonte: work provided by Chris Collins of the Margaret Thatcher Foundation. Wikipedia Creative Commons 3.0

Nessun politico della sua epoca è stato odiato quanto lei, prima ovviamente di Berlusconi. Condivideva certo la frase di Churchill: Un politico va giudicato in base alla animosità che suscita tra i suoi avversari, e a questa pensava quando, girando tra le macerie causate dall’attentato che cercò di eliminarla a Brighton, rispose a chi le chiedeva “e ora ?”: Il principio guida di noi inglesi è “Business as usual” Una piccolo-borghese senza il minimo complesso di colpa, orgogliosa di interpretare l’incrocio più volgare che delicata anima di intellettuale progressista potesse concepire: quello tra i bigotti, convenzionali valori vittoriani (Luoghi comuni, sì, ci sono luoghi comuni. Ci sono perché sono veri) ed il liberismo “spietato” della scuola di Vienna e di Chicago: Nessuno conoscerebbe il buon samaritano, se avesse avuto solo buone intenzioni. Aveva anche dei quattrini.

“Attila”, dunque, per i suoi avversari, ma non basta: non “Attila the Hun”, ma Attila the hen, la gallina, nella definizione di un figlio gentiluomo di Sigmund Freud, degno compare degli sciacalli che ieri festeggiavano nelle strade degli slums. Rispose senza scomporsi Il gallo canta, ma è la gallina che fa le uova. I suoi rivali, come il leader laburista Denis Healey, non le riconoscevano una personalità molto articolata: Ha la profondità monodimensionale di un personaggio dei fumetti, ed in effetti aveva una visione piuttosto in bianco e nero della realtà: Sono in politica per il conflitto tra il bene e il male, e alla fine il bene trionferà; si spinse fino a dire, e fu malignamente interpretata, Non esiste qualcosa come “la società”. Ci sono uomini, e donne, e famiglie..

Accusata di avere creato una classe di nuovi ricchi, stimolando l’ingordigia a scapito della solidarietà, si infuriava: in realtà voleva una società giusta, molto più che una società ricca, ed era erede di Von Hayek ancor più che di Friedman: Vogliamo una società dove le persone siano libere di scegliere, di fare errori, di essere generose e compassionevoli. Questa è per noi una società etica; non una società dove lo Stato è responsabile per tutto, e nessuno è responsabile per lo Stato. Dovette veramente rimettere in piedi la Gran Bretagna, ridarle un’anima: L’ economia è il mezzo; l’obiettivo è di cambiare l’anima, ed in undici anni riuscì in una missione impossibile. Nessuno prima di lei (nel mondo, non solo in UK) aveva davvero pensato a privatizzare aziende pubbliche: lei privatizzò British Telecom, British Gas, British Airways, British Aerospace, Leyland, Rover, l’energia, l’acqua e molto altro ancora, e lo fece così bene che nessun laburista, da allora, ha mai pensato di fare marcia indietro.

Quando arrivò al potere, le assunzioni nelle aziende avvenivano per legge tramite il sindacato, l’iscrizione al quale era obbligatoria, sindacato che non poteva essere perseguito civilmente, la produttività della mano d’opera inglese era la più bassa d’Europa e gli scioperi i più alti del mondo industriale. Rivoltò tutto questo come un calzino, odiata e dileggiata da tutti i media progressisti: eppure, di nuovo, nessuna sua riforma fu smantellata nei tredici anni di successivi governi laburisti. Riuscì in tutto questo perché aveva, come Churchill, una enorme considerazione di sé  (Come Dio disse una volta, e io penso a ragione…), il desiderio di avere il potere per usarlo fino in fondo Essere potenti è come essere una vera signora. Se hai bisogno di dire di esserlo, vuol dire che non lo sei, nessuna paura dello scontro Sono felicissima quando un attacco è particolarmente feroce, perchè penso che quando mi attaccano personalmente è perchè non hanno più neanche una argomentazione politica; e molta diffidenza per la pacificazione Sento nell’aria una certa puzza di compromesso.

Aveva una strana femminilità: se proprio non la si poteva definire una femminista Non devo proprio nulla a movimento di liberazione della donna, tuttavia era fiera del suo essere donna In politica, se vuoi sentir fare un discorso chiedo a un uomo, se vuoi veder realizzato qualcosa chiedi a una donna. Il suo atteggiamento verso l’ Europa fu considerato rozzo e provinciale (bloccava tutti I summit europei finchè non riusciva ad ottenere il rimborso degli esagerati contributi pagati dalla Gran Bretagna: Datemi indietro i miei soldi !, ma in realtà conosceva la storia, l’economia e la filosofia degli europei molto meglio di molti suoi colleghi L’ Europa non sarà mai come l’ America. L’Europa è un prodotto della storia, l’America è un prodotto della filosofia.

Stimava Francesco Cossiga, un cultore della “Glorious Revolution”, mentre provava un vero ribrezzo per Giulio Andreotti, descritto nella sua autobiografia come uno che non vuole mai combattere, ma ama stare nascosto vicino alla battaglia per saccheggiare poi le spoglie dei caduti. “The Iron Lady”: un vero duro come Enoch Powell, icona della vecchia guardia tradizionalista, quando dichiarò guerra all’ Argentina per le Falkland disse in Parlamento ora, la Nazione intera e lei stessa scopriranno davvero di che metallo è fatta questa signora. A guerra finita, le mandò un biglietto: La sostanza analizzata è materiale ferroso della più alta qualità, di eccezionale resistenza all’usura ed alla tensione, e può vantaggiosamente essere usata per tutti gli scopi nazionali.

Fu sconfitta anche per aver sfibrato, con il suo carattere (Devo ammettere che non sono una grande ascoltarice) il suo paese, il suo partito ed i suoi ministri. Sul suo rapporto con questi circolava il seguente, falso ma eloquente, aneddoto: al ristorante col suo governo, il cameriere le chiede “Carne o pesce ?” “Carne, ovvio” “E per il contorno ?”  “Carne anche per loro”. Ma fu anche sconfitta per aver cercato di introdurre, con la iellatissima “poll tax”, un principio di federalismo fiscale in Gran Bretagna. Come sempre, in anticipo sui tempi.

7 comments for “IN MEMORIA DI MARGARETH THATCHER, NELLE SUE STESSE PAROLE.

  1. 20 febbraio 2016 at 22:40

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  2. 19 febbraio 2016 at 04:33

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  3. Lorenzo
    11 aprile 2013 at 21:58

    @Giovanna.
    Appunto, il paragone con la “capitalistica Thatcher” non calza. Nemmeno di striscio…..

  4. Rodolfo Guarnieri
    11 aprile 2013 at 13:01

    Nonostante gli sforzi della Destra Liberale (Ricossa, Sterpa, Rosa, Rossi e altri, a cui devo un tardivo riconoscimento) all’interno del PLI gestione Altissimo-Zanone, in Italia non si è mai formato un movimento liberista e non si è mai distinto un possibile leader protagonista. Siamo così rimasti a mollo nella palude statalista democristiana-comunista-missina, nonostante qualche sforzo dei socialisti craxiani, paralizzato poi dalle note vicende penali. Con la discesa in politica di Berlusconi con la sua “Rivoluzione liberale” nel 1994, abbiamo sperato che un po’ di vento liberista arrivasse anche in Italia, ma siamo solo stati illusi dal Cavaliere appesantito dai suoi vari problemi e bloccati dal tiro incrociato della nostra sinistra di potere (e sottopotere). Alle ultime elezioni politiche abbiamo creduto anche in Oscar Giannino con il suo movimento Fare ma qualche bugia di troppo sui titoli accademici ne ha decretato il prematuro fallimento. E adesso? Non ci rimane che continuare a sperare di uscire dall’attuale e pesante crisi economica e sociale, figlia anche delle mancate scelte liberiste e formulare un Rip (requiescat in pace) per la britannica e testarda signora di ferro.

  5. violante.giovanna
    11 aprile 2013 at 11:01

    non capisco questo odio contro Berlusconi;e’ stato un po’ ingenuo in politica(e’ un buon manager ),moralmente discutibile,ma in un paese dove governano i gay nelle regioni……
    Ha avuto un’apertura di credito delle banche,da parte di Craxi,ma ha creato tanti posti di lavoro. L’odio che riscontro e’ quello dei mediocri,degli invidiosi,che,pur con qualche chance,hanno fallito nella vita,dei quaraquaqua ,lui ricco che si impiccia di politica!
    Il tutto da una liberal-socialista cui di Berlusconi non “gle ne po’ frega’ de meno”.
    Il paragone con la Capitalistica Thatcher non calza. gianna violante

  6. 11 aprile 2013 at 10:47

    Gli interventi di Titta sono sempre, SEMPRE, eccezionali.
    Chapeau!
    Mauro della Porta Raffo

  7. Lorenzo
    11 aprile 2013 at 09:38

    Mi piace!
    Unico neo, se posso permettermi, l’accenno a Berlusconi.
    Ogni “paragone” tra i 2, anche se solo in senso ironico, e’ a mio avviso, assolutamente inappropriato e rischia di essere male interpretato. La Thatcher e’ stata odiata per motivi totalmente diversi da Berlusconi. Tanto e’ vero che io (anche se non ho certo la presunzione di rappresentare tutti i liberali) ho “amato” e “amo” la Thatcher e ho “odiato” e “odio” Berlusconi, pur avendolo votato nel 94…:-(
    Quindi ancora una volta ripeto, per quello che puo’ contare, che accordi con Berlusconi e con chi lo appoggia e rappresenta non vanno fatti mai, ne’ per il Quirinale, ne’ per il sindaco di Sondrio….;-)
    L’unica speranza per noi liberali e’ affrancarci dal Berlusconismo, e il Leghismo, (che non hanno nulla a che vedere con il Thatcherismo) una volta per tutte.

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