PRESIDENZIALISMO E ‘LEMA’

Esisteva – occorre scrivere ‘esisteva’ dato che non è più in uso da tempo – in Uruguay un sistema elettorale del tutto particolare che proporrei di adottare nel nostro Paese ove si decidesse di passare al presidenzialismo consentendo comunque ai partiti di conservare non poca importanza.

Si tratta della ‘lema’.
In poche parole, si vota per il presidente ma ogni forza politica in campo può presentare più candidati.

Woodrow Wilson

L’eletto apparterrà al partito che ha ottenuto complessivamente il maggior numero di voti e sarà colui che avrà personalmente ricevuto il  più alto numero di preferenze non tra tutti i candidati ma solo tra quelli proposti dal movimento politico più votato.
Per chiarire, un riferimento storico.
USA 1912: tre candidati a White House.

Il presidente uscente William Taft, repubblicano.
L’ex presidente Theodore Roosevelt, fuoriuscito dai repubblicani.

Il democratico Woodrow Wilson.

Taft e Roosevelt spezzano il fronte repubblicano disperdendone le forze e, per il sistema in uso negli USA, vince Wilson.

Se guardiamo ai voti popolari, però, il totale di quelli conquistati dai due avversari del democratico è nettamente superiore ai suffragi personalmente da lui ottenuti.

Fosse stata allora operante anche negli USA la ‘lema’, Roosevelt non avrebbe dovuto candidarsi fuoriuscendo dai repubblicani e costituendo per la bisogna un terzo partito, il presidente sarebbe toccato ai citati repubblicani perché il loro movimento politico aveva raccolto più voti, presidente sarebbe diventato proprio Teddy Roosevelt avendo egli prevalso nel confronto interno con Taft.

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