LA DESTRA FRANCESE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: TRA SARKONOSTALGIE E FAIDE INTERNE

Parigi. “Nicolas Sarkozy, reviens je t’en prie, viens nous sauver la vie”. È il ritornello di “Sarko”, motivetto pop che da alcuni mesi impazza sulla rete, intonato da un giovane monegasco, tale Josh Stanley, che, con tanto di chitarra a tracolla, si rivolge all’ex capo dello Stato, supplicandogli di ritornare e di salvare, letteralmente, la vita dei francesi. Ma è anche il desiderio del 75% degli elettori dell’UMP, secondo un sondaggio effettuato dall’istituto BVP per i-Télé, pubblicato venerdì scorso. Un esito tutt’altro che inaspettato, alla luce delle incessanti lotte intestine che stanno minando la credibilità del partito della destra repubblicana.

Dal momento in cui Sarkozy ha scelto di fare un passo indietro, dopo l’amara sconfitta subita alle presidenziali di maggio contro Hollande, l’UMP sembra aver perso completamente la bussola. Le primarie di novembre, che avrebbero dovuto designare il suo successore, si sono rivelate un fallimento senza precedenti. Dovevano essere le elezioni della trasparenza, dell’onestà e della lealtà, la dimostrazione che anche la destra conosce il significato di democrazia interna. Una risposta perentoria alle democraticissime primarie del Partito Socialista, che tanto avevano appassionato i francesi nell’ottobre 2011 (portandone oltre tre milioni alle urne). E invece, vinte per soli 98 voti da Jean-François Copé ai danni di François Fillon, sono state inquinate da brogli grotteschi ed irregolarità, accuse reciproche e recriminazioni. Uno spettacolo a dir poco sgradevole che gli elettori dell’UMP non hanno dimenticato. Dal farsesco coup de théâtre successivo alla chiusura dei seggi, con entrambi i protagonisti a dichiararsi vincitori, alla folle idea balzata in testa a Fillon di creare un nuovo gruppo parlamentare, Le Rassemblement-UMP. Una separazione che ha dato vita a più di un mese di autentica lotta fratricida tra i due contendenti. A tal punto che è dovuto intervenire l’ex primo ministro Alain Juppé nelle vesti di mediatore per calmare gli ardori. Ma a poco è valsa la riconciliazione prenatalizia, giunta troppo tardi e apparsa nient´affatto credibile, in cui entrambi s’impegnavano di fronte ai propri militanti a garantire un equilibrio interno in grado di traghettare serenamente il partito a nuove elezioni. L’accordo è stato trovato per settembre 2013, ma nulla è ancora dato per certo. Come la stessa ricandidatura di Fillon, che mercoledì ha convocato una riunione all’Assemblée Nationale per presentare ai fedelissimi le sue prossime mosse, senza tuttavia sciogliere la riserva sul suo futuro ruolo politico.

Lo stesso giorno, l’Association des amis de Nicolas Sarkozy, si è data appuntamento alla Maison de la Chimie, per una conferenza dal titolo “La place de la France dans le monde”. La seconda dopo quella di fine estate tenutasi a Nizza, per celebrare in pompa magna il quinquennato del solo leader che considerano tale. Presenti, tra gli altri, Brice Hortefeux e Christian Estrosi, rispettivamente presidente e segretario generale dell’associazione, Nadine Morano, sarkozysta devota, Claude Guéant, ex ministro dell’interno, Henri Guaino, ex consigliere di Sarko, ed il solo Jean-Pierre Raffarin in veste di trouble-fête. Il solo, appunto.

Altre voci dell’establishment repubblicano si sono espresse a favore della ridiscesa in campo di Nicolas Sarkozy. Quella di Mme Chirac su tutte, che, già a settembre, in un’intervista rilasciata al quotidiano Le Parisien, affermava, sicura, che saranno “i Francesi stessi che andranno a cercarlo”. E che sabato scorso, in diretta su i-Télé, ha dichiarato con altrettanta convinzione: “Vedrete che il risultato sarà del tutto positivo, e diverso dall’ultimo”. Alain Juppé, presidente fondatore dell’UMP, durante l’emissione settimanale Questions d’info, si è lasciato sibillinamente sfuggire un “sento che Nicolas Sarkozy ha ancora voglia di dire la sua in politica”. Bruno Le Maire, ex ministro dell’agricoltura, lo ha invece detto a chiare lettere: “Lo sappiamo che ritornerà”. Sarko osserva, analizza, scruta, apprezza, certo, ma nicchia, prende tempo, predica prudenza, in attesa di scegliere il momento più adatto. Ma ai pochi intimi presenti al suo 58° anniversario pare lo abbia già confessato: “on se reverra bientôt”.

2 comments for “LA DESTRA FRANCESE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: TRA SARKONOSTALGIE E FAIDE INTERNE

  1. 19 febbraio 2016 at 22:38

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