Mese: febbraio 2013

LA DESTRA FRANCESE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: TRA SARKONOSTALGIE E FAIDE INTERNE

Parigi. “Nicolas Sarkozy, reviens je t’en prie, viens nous sauver la vie”. È il ritornello di “Sarko”, motivetto pop che da alcuni mesi impazza sulla rete, intonato da un giovane monegasco, tale Josh Stanley, che, con tanto di chitarra a tracolla, si rivolge all’ex capo dello Stato, supplicandogli di ritornare e di salvare, letteralmente, la vita dei francesi. Ma è anche il desiderio del 75% degli elettori dell’UMP, secondo un sondaggio effettuato dall’istituto BVP per i-Télé, pubblicato venerdì scorso. Un esito tutt’altro che inaspettato, alla luce delle incessanti lotte intestine che stanno minando la credibilità del partito della destra repubblicana.

MONTI E’ UN CLASSICO, IL CAV ROMANTICO

Mario Monti è il classico, il tecnico fattosi politico, il liberale conservatore. Il Cav è il romantico, il sedicente liberale e sempre protagonista della (sua) scena politica. Il primo reinterpreta in chiave europea i canoni del politico del passato, questa volta non navigato, in un certo senso centrista e, appunto, un po’ conservatore. L’altro istrionico, irrazionale e ostinato, attento a rinfilarsi i panni di se stesso, cercando di rivivere i momenti che furono, tra esagerazioni e irriverenza.

IGNORANTI QUEM PORTUM PETAT NULLUS SUUS VENTUS EST

Sommersa dal frastuono mediatico di questa campagna elettorale, che prosegue al ritmo dei deprimenti infantilismi dialettici proposti dalle parti, sembra quasi smarrita l’idea che un dibattito politico si debba basare su contrapposte visioni strategiche circa il futuro economico e sociale della Nazione da governare. Che le roboanti promesse mirate unicamente alla pancia degli elettori, come la restituzione dell’Imu in contanti, abbiano di gran lunga più visibilità mediatica (e quindi più ritorno, in termini di voti) dei veri programmi elettorali presentati dai vari schieramenti, è un forte campanello d’allarme per la concezione del ruolo della politica in Italia.