L’ATTENTATO AL CONSOLE ITALIANO A BENGASI

Il tentativo, andato fortunatamente a vuoto, di uccidere il nostro Console a Bengasi non può, a nostro parere, essere sottovalutato.

E’, invero, il sintomo dell’instabilità del vicino paese e, probabilmente, del crescente radicamento dell’estremismo islamico dato che l’episodio fa seguito all’uccisione, mesi fa, del Console statunitense nella stessa importante città libica.

I rapporti italo-libici sono stati dal dopoguerra in poi, salvo qualche momento di tensione, nel complesso abbastanza soddisfacenti. Le cose sono cambiate quando si é avuta la c.d. primavera araba che, nel caso della Libia, é stata l’occasione per l’intervento armato anglo-francese, prima, e statunitense poi con, obtorto collo, quello di sostegno italiano.

I motivi furono meno nobili di quel che si fece credere ovvero sostenere le forze democratiche. Si volle, in realtà, cogliere l’occasione per acquisire titoli di merito agli occhi della futura classe dirigente libica affinché il petrolio non andasse in mani non amiche. Ci sembra si sia trattato di un errore di calcolo per quel che riguarda la classe dirigente libica ” in fieri” dato che il seguito che la stessa sta raccogliendo nel paese non pare oceanico. Sotto un profilo realistico occorre ammettere che, eliminando Gheddafi è stato eliminato chi teneva a freno le varie componenti, soprattutto di natura tribale, del paese. Purtroppo la democrazia necessita di molto tempo!

Allargando la visuale lo stesso sembra, mutatis mutandis, valere per gli altri paesi dell’Africa Settentrionale.

“Cartalibera ” ospitò alcuni nostri scritti dai titoli che si sono –ci si conceda l’immodestia- rivelati profetici ove si considerino le date (“L’incognita dei Fratelli Mussulmani” del 4-2-2011; “L a c.d. primavera araba é già finita?” del 14-10- 2011; “La primavera araba rischia di trasformarsi nel dominio della shari’a” del 26-10-2012 ;” La primavera araba si sta trasformando in un inverno per la democrazia?” del 13-12-2012) in cui mettevamo in guardia dai facili entusiasmi e paventavamo l’instaurarsi di regimi integralisti o fortemente condizionati da tali forze.

Come si é visto in Egitto e, in parte, in Tunisia l’influenza integralista é notevole. Ne sembrano “ancora ” abbastanza indenni Marocco e Algeria anche se nuclei Jihadisti sono presenti ed attivi.

Ove si allarghi lo sguardo ad altri paesi africani ed al Medio Oriente la situazione appare preoccupante:

  • la Somalia é, in larga misura, in mano agli “Shebab” (=i giovani), integralisti vicini ad AL Qaeda;
  • in Nigeria le stragi di Cristiani negli Stati mussulmani si succedono;
  • nel Malì, gli scorsi giorni, gli integralisti stavano per impadronirsi del paese se il Governo non avesse chiesto aiuto alla Francia ma la partita é ancora in corso;
  • in Mauritania le milizie mussulmane sono forti;
  • in Medio Oriente: la Siria probabilmente si sfascerà come Stato e si scateneranno così gli odi tra Sunniti, Sciiti, Alauiti di cui faranno probabilmente le principali spese i pochi Cristiani fino ad ora protetti dal regime;
  • incerte sono le prospettive dell’Iraq, diviso tra Sciiti e Sunniti, dove l’antichissima comunità cristiana é oggetto di continui atti di pressione (attentati, rapimenti di donne etc.) onde indurla ad andarsene.

A fronte di questa situazione che, ad un esame approfondito, appare in ultima istanza come una guerra, anche se non dichiarata, ai principi di libertà e democrazia propri dell’Occidente quindi allo stesso Occidente, i Governi Europei e quello statunitense appaiono privi di una politica organica di contenimento.

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460 comments for “L’ATTENTATO AL CONSOLE ITALIANO A BENGASI

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