Mese: gennaio 2013

Jean-Luc Mélenchon: il Vendola francese che minaccia la vacillante solidità della gauche hollandiana

Nel marzo dello scorso anno, con i suoi proclami e le sue invettive rigorosamente anticapitalistiche, Jean-Luc Mélenchon ebbe il merito di radunare a Place de la Bastille una folla oceanica di giovani e sessantottini nostalgici all’insegna del “Vive le communisme”.
La rivitalizzazione della letargica sinistra marxista francese, la resurrezione del PCF, la rivoluzione neo-giacobina, la seconda presa della Bastiglia, scrissero allora i giornali, enfatizzando l’iniziativa di un partito, il Front de Gauche, che al momento del verdetto delle presidenziali, racimolò con fatica l’11%. La metà di ciò che il tribuno Mélenchon, il quale piace assai alle élite parigine, auspicava di ottenere, sorpassato di sei punti percentuali dal FN di Marine Le Pen.

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GIOVANNI MALAGODI VINATTIERE

Ogni qual volta, in corso una campagna elettorale o in vista di un congresso nazionale del PLI (Partito Liberale Italiano, per giovani che non ne avessero contezza), in tutti gli anni Sessanta e nei primi Settanta Giovanni Malagodi veniva a Varese, portati a buon fine gli impegni giornalieri, con il segretario provinciale Piero Chiara e con il sottoscritto, all’epoca segretario cittadino del capoluogo, cenava al mitico ‘Lago Maggiore’.

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CASO I.L.V.A. DI TARANTO: QUALCHE DOMANDA DI UN CITTADINO QUALUNQUE

Cinque o sei anni fa mi recai a Taranto per visitare un’interessantissima mostra di gioielli della Magna Grecia.
Durante tale breve soggiorno mi accorsi dell’inquinamento dell’ atmosfera e del suolo presente anche al centro della città. Chiedendo l’origine del fenomeno a cittadini tarantini ebbi la conferma di quel sospettavo (non era ,peraltro, difficile!). La causa erano i fumi delle ciminiere dello stabilimento siderurgico.

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