CON FORZA ITALIA 2.0 L’ITALIA E’ MENO EUROPEA

“Generalmente, una generazione di politici succede ad un’altra quasi silenziosamente; in ogni momento  uomini di tutte le età tra i trenta e i settant’anni hanno una considerevole influenza; ogni anno rimuove tanti uomini anziani, ne fa diventare altri più vecchi, ne porta molti nuovi. La transizione è così graduale che noi a mala pena la percepiamo. Il board dei direttori dell’”impresa Politica” subisce piccoli cambiamenti ogni anno, e di conseguenza gli interessati (cittadini n.d.r.) sono consci che nessun cambiamento improvviso è avvenuto”.

Così Walter Bagheot, nella sua The English Constituition del 1867, vagheggiava di un ricambio generazionale fantascientifico per noi italiani, e prassi, invece, nella più parte d’Europa. Dove la successione delle classi dirigenti non è vista come una duello nel quale in gioco vi è l’onore personale, ma un semplice fattore della vita comune. Ricambio generazionale dunque. Se da una parte il Pd a suo modo sta cercando di attuare un rinnovamento interno e forse, qualsiasi sia il risultato del ballottaggio di domenica prossima, in un certo qual modo, ci riuscirà, dall’altra il Pdl, ormai al crepuscolo, sta perdendo un’occasione per rimettersi in moto e darsi una ventata di novità. Il Popolo della Libertà si sta lasciando sfuggire la possibilità di poter aprire un fase nuova e non sta sfruttando la scia democratica del Pd, creatasi in queste settimane, per rinnovare una classe dirigente ormai stanca e appesantita.

La decisione imminente del Cav. di fondare una nuova Forza Italia (Forza Italiani, Forza Italia 2.0), affondando definitivamente le primarie, è la prova che Berlusconi preferisce colpire a morte la propria creatura piuttosto che fare da padre nobile e lasciare che si rinnovi naturalmente. Il ritorno al passato forzitaliota, con annesse future alleanze tra il Cav. e una nuova An (?) o con la Destra (?), o comunque con nuove formazioni che dovrebbero raggruppare gli ex An fuoriusciti dallo sfaldamento del Pdl, avrà però un significato ben preciso, – non si sa quanto veramente voluto e quanto dettato dalla testardaggine e dalla cecità di non capire quando suona la campana – ovvero quello di affondare definitivamente il bipolarismo di stampo europeo sulla cui via tanto a fatica ci eravamo, come paese, incamminati.

Poco importa dunque che il Pdl si sfasci per incapacità dei suoi dinosauri di non vedere oltre il loro naso, di non saper realizzare che è arrivato il momento di farsi da parte e contribuire ad un salutare reset che aiuti il partito a rinascere. Quello che ci deve interessare è che con Fini praticamente sparito e Casini in balia dei quattro venti, non ci sia un’alternativa valida moderna ed europea al Pd.

E non perché qui si voglia votare in un certo modo piuttosto che in un altro, ma perché così facendo si distrugge uno schema politico di stampo europeo, in grado di garantire una certa tranquillità e credibilità internazionale e si lascia sempre più spazio ad un Grillo da cento e passa deputati, consegnando all’Europa un’Italia in stato confusionale e senza le idee chiare. Diventeremo, per citare Antonio Polito “una vera e propria stravaganza d’Europa”.  E tutto per cosa? Per tornare indietro di vent’anni, creando un partito fantoccio formato da alcuni fedelissimi yesman, e accompagnato da qualche esponente della società civile deluso dall’esperienza pidiellina e nostalgicamente forzista in palese ritardo con la storia.

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1 comment for “CON FORZA ITALIA 2.0 L’ITALIA E’ MENO EUROPEA

  1. giorgio castriota santa maria bella
    4 dicembre 2012 at 19:55

    Concordo e sono molto preoccupato. La soluzione ci sarebbe (v.il mio recentissimo articoletto “Il dilemma dell’elettore moderato “) ma il PDL è considerato dall’on.le Berlusconi “res sua “.
    Complimenti per la lucida analisi.

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