IL DILEMMA DELL’ ELETTORE MODERATO

Gli elettori moderati italiani (ma non solo) sono, in genere, quelle persone che, in sintesi, hanno assimilato i principi liberali, che credono in quelli di un’economia i tipo liberistico, che rifuggono dagli estremismi, che desidererebbero che la meritocrazia fosse la regola e che l’ordine pubblico -base di un ordinato funzionamento della società-venisse assicurato, che la famiglia rimanesse sana, che la scuola fosse di buon livello.

In Italia nel secondo dopoguerra i Governi della DC ed alleati hanno soddisfatto, nel complesso, tali aspirazioni ed hanno, per conseguenza, riscosso il sostegno dell’elettorato e promosso la rinascita economica del Paese, deciso l’ingresso nelle Istituzioni Europee etc. e ciò malgrado la presenza di un fortissimo Partito Comunista e di una situazione economica depressa. Questa situazione é mutata dal 1968 in poi per una serie di ragioni (il sistema delle preferenze che ha provocato episodi di corruzione diffusa e l’abbassamento del livello della rappresentanza politica nell’ambito sia dei partiti di centro-destra che di quelli di area socialista (P.S.I.- P.S.D.I.) , lo spreco di risorse ad opera del sistema delle Partecipazioni Statali e di altri organismi pubblici, il prevalere, nella gestione del personale, di regole, dettate dai sindacati, di ingiusto egalitarismo, l’abbassamento del livello dell’insegnamento -chi non ricorda gli esami collettivi pretesi dagli Universitari sessantottini?-, il permanere in vastissime aree del Meridione della malavita organizzata e, per conseguenza, del sottosviluppo che alimentava la corruzione ed il clientelismo, l’influenza sempre piu’ crescente delle c.d toghe rosse nella Magistratura etc.) .
La nascita di Forza Italia sembrò poter arrestare la deriva.
La crisi economica d’inaudita violenza, gli errori soprattutto di comportamento privato dell’on.le Berlusconi (ingigantiti dall’Opposizione e dalla stampa avversa, nazionale ed internazionale), hanno portato alla nascita del Governo di salute pubblica guidato dal Prof. Monti.
Risulta “ictu oculi ” che, salvo miracoli, le forze di sinistra potranno aspirare a vincere le imminenti elezioni anche se dovranno allearsi con il partito di Vendola.
All’elettorato moderato questa prospettiva non dovrebbe affatto piacere perché nel PD permane un’ala vetero – comunista ed in quanto che l’alleanza con Vendola comporterebbe, quasi certamente, l’introduzione nel nostro ordinamento della possibilità del matrimonio tra soggetti dello stesso sesso e dell’adozione, da parte delle coppie omosessuali, cioè un altro colpo alla concezione tradizionale della famiglia, perchè la C.G.I.L. , impregnata ancora di principi marxiani, la farebbe da padrona e costituirebbe un freno alla ripresa economica.
“Rebus sic stantibus “l’elettore moderato potrebbe essere tentato o dall’astensione o di votare il neo-movimento di Grillo.
La prima soluzione, però, favorirebbe, in pratica, Bersani e soci. Il suffragio a Grillo rappresenterebbe un salto nel buio. Una cosa é, infatti, protestare, un’altra elaborare un serio programma di governo selezionare candidati all’altezza.  L’imbarazzo del nostro elettore moderato é quindi notevole.

Una terza soluzione potrebbe venir offerta a tale categoria di elettori se il P.D.L. riuscisse nel pochissimo tempo residuo a mettere in piedi una squadra ristretta di altissimo livello sia qualitativo che sotto il profilo dell’onestà alla quale affidare il compito di selezionare i candidati alla prossima tornata elettorale sulla base “esclusivamente ” del merito e di elaborare un programma di governo circostanziato cioè che fornisse precise indicazioni normative e dei relativi cost per i vari interventi che ci si propone di attuare se eletti.. Riteniamo che forse ancora ci sarebbero gli uomini all’altezza disposti ad un tale arduo compito ! Pensiamo, ad es., alle personalità che contribuirono a fondare F.I. quali l’on.le prof.Martino, l’on.le avv.Biondi, il prof. Urbani, il sen. prof. Pera, magari coadiuvati dal dott. Gianni Letta, impareggiabile e rispettatissimo ex- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed altri.
Le c.d. primarie sono -a nostro modesto avviso-solo una perdita di tempo perché per il P.D.L. la situazione é simile a quella in cui si trovava Roma dopo le sconfitte subite al Trasimeno e a Canne e che veniva rievocata con la frase “Hannibal ad portas ” (= Annibale é alle porte) .

“E’ una possibilità o siamo oltre il tempo limite?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *