GLI AFRICANI FORSE RIMPIANGONO IL PERIODO COLONIALE ?

Una risposta affermativa sarebbe, a giudizio dei progressisti, “politically not correct”.

Qualora, tuttavia, si volessero esaminare spassionatamente i sessant’anni circa trascorsi da quando le potenze coloniali piu’ importanti (Regno Unito, Francia, Belgio, Portogallo) hanno iniziato a cedere il potere ai rappresentanti delle popolazioni africane si dovrebbe ammettere che l’Africa ha visto un susseguirsi di lotte intestine e d inter- religiose, di terribili eccidi, di uno scarso sviluppo economico-sociale, di flussi migratori verso l’Europa.

Alla luce di ciò la risposta non potrebbe che essere, per conseguenza, affermativa.

Le cause del processo di decolonizzazione vanno ricercate -ovviamente in estrema sintesi-sostanzialmente non tanto nella spinta rivendicativa dei popoli soggetti bensì nelle fortissime pressioni di matrice ideologico-politica esercitate dall’U.R.S.S. e da Washington (soprattutto, da parte statunitense, per controbilanciare la politica sovietica in quel continente) sulle potenze coloniali.

Le amministrazioni coloniali non erano state perfette ma molto avevano fatto: strade, città, scuole, ambulatori (grazie soprattutto ai missionari), eliminazione della schiavitù, ordine pubblico assicurato’ etc.

Il problema era che “moltissimo” restava ancora da fare stanti l’arretratezza culturale e le divisioni etniche e religiose esistenti all’interno di ciascun paese.

Non esistevano, in pratica, classi dirigenti idonee a prendere le redini.

Un episodio paradigmatico autobiografico: chi scrive si trovava, in qualità di funzionario comunitario, a Bruxelles nel 1960 quando il Governo belga negoziava con i rappresentanti congolesi le condizioni del trasferimento dei poteri ed ebbe occasione, parlando con un collega connazionale, di manifestare dubbi circa la capacità, in quella fase, dei Congolesi di auto- governarsi aggiungendo: “Non vorrei che fosse come se si desse una pistola carica ad un bambino di 4-5 anni. Potrebbe uccidere qualcheduno!”. Il mio interlocutore mi obiettò: “Bisogna pur cominciare!. “La risposta non mi convinse.

Conclusione: sarebbe stato opportuno procedere per gradi sul cammino dell’indipendenza ma non era” politically correct” in base alle utopie di radice marxiana e filantropica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: sotto sviluppo e fiumi di sangue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *