GERMANIA, QUALCHE PUNTINO SULLE “I”, FORSE, NON GUASTA

La Cancelliera Merkel ed altri esponenti governativi o della banca centrale germanici, con l’ausilio della stampa più popolare doltr’alpe, hanno abilmente diffuso l’immagine di una nazione che è la prima nell’ambito dell’Unione Europea quanto a rigore nei conti ed a virtuosi comportamenti e che rischia di dover pagare il conto per i paesi del Mediterraneo che hanno sprecato le loro risorse.

Quest’immagine risulta, ovviamente, molto utile ai fini degli esiti delle elezioni che si terranno in quel paese alla fine dell’anno prossimo dato che sollecita l’orgoglio ed il nazionalismo, mai sopiti, del Tedesco medio e lo conferma nei suoi pregiudizi nei confronti dei popoli latini.

Si tratta però di un’ immagine non completamente vera, come cercheremo di dimostrare, che, per di più, fa parte di una strategia miope giacché rischia di far crollare la costruzione europea con gravissimi danni per tutti, Germania compresa, ma la Cancelliera ha dimostrato di non avere la statura di una statista cioè non pensa alle generazioni future ma solo a vincere la prossima tornata elettorale e, forse nel suo inconscio di protestante del Nord, a punire i popoli peccatori latini e per di più cattolici.

Venendo ai fatti.

La virtù tedesca in questa materia non è adamantina giacché :

secondo l’autorevole quotidiano economico-finanziario “Handelsblatt” (v. mio art. del 4-1-2012 su Cartalibera) il debito pubblico “reale” della R.F.T. sarebbe di 5000 miliardi di Euro cioè molto più elevato rispetto ai 2.000 miliardi indicati nei documenti ufficiali giacché in questi non sono incluse le spese per pensioni, sanità ed aiuti alle persone non autosufficienti. In totale pertanto7.000 miliardi di Euro pari al 185% del P.I.L. cioè superiore a quello italiano (2.000 miliardi ad agosto u. s. ; rapporto debito pubblico/P.I.L. 126) .

Stando a “Die Welt”,  prestigioso giornale di Amburgo, il rapporto debito pubblico /P.I.L. potrebbe addirittura salire quest’anno al 197 % del P.I.L. dato che nel sopraricordato indice non sembra si sia tenuto conto dell’esposizione della Cassa Depositi e Prestiti tedesca e di altre voci quali, ad es., l’esposizione delle “società veicolo “ che si sono accollate il salvataggio di vari istituti di credito tedeschi ;

  • sempre secondo la stampa tedesca circa il 30% dei loro Comuni non potrà prossimamente onorare i debiti contratti ;
  • nel 2003 la Germania (assieme alla Francia) non rispettò le condizioni previste nel Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea ;
  • nel 2005 l’Unione Europea modificò detto Patto per consentire alla Germania di detrarre dal disavanzo i contributi finanziari destinati alla riunificazione tedesca ;
  • la Banca Europea degli Investimenti ha concesso alla R.F.T. dal 1990 ad oggi prestiti per 111,658 miliardi c.a. di Euro di cui 351 milioni c.a. destinati al risanamento economico –sociale dei Laender orientali. Ricordiamo che la quota italiana nel capitale della B.E.I. è attualmente del 16% c.a. così come quella della Germania, della Francia, del Regno Unito ma prima dell’ampliamento dell’Unione era del 30% come Francia, Germania, Regno Unito. Quindi anche l’Italia ha fornito indirettamente un contributo al miglioramento dell’economia della ex-Germania Orientale;
  • per ottenere il “benestare” di Berlino al primo piano di salvataggio (110 miliardi di Euro) il Governo di Atene dovette impegnarsi ad acquistare carri Leopard e due sommergibili di produzione germanica (dal valore di ben 1,3 miliardi di Euro) di cui non aveva alcun bisogno impellente;
  • la strombazzata necessità di controlli europei sul sistema finanziario dei vari paesi europei (ad opera –non è molto chiaro – della B.C.E.) vede Berlino reticente circa il controllo delle banche locali. Non è un caso dato che la politica di quelle tedesche é molto influenzata dagli esponenti politici anch’essi regionali

Un interrogativo finale : i sorrisi ironici rivolti durante un Vertice dalla Cancelliera al nostro ex -Primo Ministro mentre stava indicando gli impegni economici che l’Italia avrebbe assunto, le continue esitazioni delle autorità tedesche in ordine agli aiuti alla Grecia, alla Spagna etc. quali aumenti del “differenziale”  hanno causato al nostro paese ed agli altri in difficoltà e quali vantaggi hanno fornito al sistema bancario e ai gestori del debito tedeschi? Forse non sono stati dei comportamenti dovuti all’abbastanza nota mancanza di diplomazia dei Tedeschi!

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