I ‘NUMERI’ USA

57

Nel 2012, gli americani sono chiamati alle urne per eleggere il presidente per la cinquantasettesima volta.

538 e 270

Come noto, l’elezione del capo dello Stato USA non è ‘diretta’.

Nell’election day vengono nominati Stato per Stato in totale cinquecentotrentotto (pari alla somma dei senatori e dei rappresentanti cui ciascuno Stato ha diritto) delegati i quali in seguito proclameranno il nuovo o confermato presidente.

La maggioranza richiesta per prevalere, quindi, è quella assoluta: duecentosettanta delegati.

51, 50 e 3

Per quanto gli Stati federati siano cinquanta, in occasione delle elezioni presidenziali anche il District of Columbia, la capitale Washington per intenderci, ha diritto di nominare i propri delegati nel numero di tre.

44 o 45

Nell’ipotesi in cui Barack Obama, quarantaquattresimo capo dello Stato, fosse riconfermato non si avrebbe, come invece ove fosse sconfitto, il presidente numero quarantacinque.

30 e 29

Barack Obama è il trentesimo capo di Stato USA che chiede di essere confermato alla Casa Bianca.

Nelle precedenti ventinove occasioni, lo sfidante è riuscito a defenestrare il presidente in carica solo nel trentatre per cento dei casi.

10, 9 e 7

E’ la decima volta che un candidato repubblicano sfida un presidente democratico in carica.

Nelle nove precedenti circostanze, sette volte il democratico ha respinto lo sfidante.

Impresa, quindi, storicamente ardua quella affrontata da Mitt Romney.

1 e mezzo (?!)

Una e mezza (e vediamo perché) le volte in cui il repubblicano ha tolto lo scranno presidenziale al titolare democratico.

Nel 1888, il presidente Grover Cleveland fu effettivamente battuto dal repubblicano Benjamin Harrison ma ottenne il maggior numero di voti popolari a livello nazionale.

Inoltre – caso unico – si ripropose quattro anni dopo riuscendo nell’impresa di tornare a White House con l’intervallo di un mandato altrui.

Alla fine, pertanto, l’unico repubblicano che ha davvero cacciato un democratico da Washington è stato Ronald Reagan nel 1980 allorquando sconfisse nettissimamente Jimmy Carter.

43

Con riferimento appunto all’or ora citato Cleveland e alla sua avventura in ragione della quale è conteggiato due volte (al numero ventidue e al ventiquattro essendo il ventitreesimo il predetto Benjamin Harrison) nel novero dei presidenti, i capi di Stato USA sono, come detto prima, quarantaquattro ma gli individui che hanno ricoperto l’incarico quarantatre.

19 e 17

Qualora dovesse prevalere Romney, avremmo il diciannovesimo repubblicano della storia a White House.

Dappoiché Chester Arthur e Gerald Ford, vice subentrati in corso di mandato rispettivamente a James Garfield e a Richard Nixon, ovviamente non vinsero a seguito di una campagna elettorale, avremmo invece a Washington il diciassettesimo repubblicano capace di prevalere nelle urne.

14 e 16

Contando Obama, i democratici eletti sono finora quattordici, mentre quelli in carica sedici visto che John  Tyler ed Andrew Johnson, vice di William Harrison il primo e di Abraham Lincoln il secondo, completato il quadriennio del predecessore, non si ricandidarono.

23 e ancora 16

Se si guarda ai confronti elettorali diretti democratici/repubblicani e ricordando che questi ultimi si sono presentati per la Casa Bianca solo a partire dal 1856 essendosi costituiti in partito nel 1854, i repubblicani hanno vinto in ventitre occasioni e i democratici in sedici.

88 e 68

Sempre a far luogo del 1856, i repubblicani hanno governato per totali ottantotto anni.

I rivali, sessantotto se si tiene conto dell’intero primo mandato Obama e, soprattutto, ove si considerino appunto democratici i quattro anni di governo di Andrew Johnson, in verità vice del repubblicano Lincoln e a costui subentrato causa mortis.

(Essendo in corso la Guerra di Secessione, nel 1864, Abramo Lincoln, a dimostrazione che anche fra i democratici si potevano annoverare degli antischiavisti, aveva scelto come candidato vice il predetto Johnson appartenente allo schieramento politico rivale).

4

Mitt Romney è stato nel 2008 ed è oggi il quarto mormone che aspiri ufficialmente alla Casa Bianca.

Prima di lui, da indipendente, nel 1844 il fondatore della sua religione Joseph Smith, il padre George Romney nel 1968 (sconfitto da Nixon nelle primarie) e il senatore anziano dello Utah Orrin Hatch nel 2000 (battuto da George Walker Bush nella corsa per la nomination).

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