L’INSOFFERENZA DEI VECCHI

Lo so, è troppo presto per me non ancora settantenne, ma vedo e sento che sto per essere travolto dalla classica ‘insofferenza dei vecchi’.
Non sopporto piu’ nulla e non tanto riguardo alla sfera privata – dove almeno trovo rifugio e dolcezza nei nipotini – quanto e fortissimamente a quella pubblica.
Non mi riesce di leggere un giornale o di seguire un tg se non arrabbiandomi e sul serio.
Sono travolto da tempestose ondate di disprezzo per questo o per quel personaggio e per intere classi di cittadini soprattutto se penso a come si esprimono in quanto elettori.
Ho teorizzato or ora un immediato futuro nel quale venga tolto a costoro, a tutti per sicurezza, il diritto di voto.
Colgo – ancor più dolorosamente visto che ne soffro – le castronerie infinite, gli errori, le ignoranze dei giornalisti, le loro evidenti o celate connivenze col potente di turno, il loro maramaldeggiare sugli sconfitti, il loro mentire a proposito degli avversari politici…
Sono costantemente all’opposizione e non come Groucho Marx (“Qualsiasi cosa sia, io sono contro”, fulminante) per partito preso.
Antico liberale, sono approdato ad una anarchia di destra che mi fa pretendere la massima mia libertà e insieme volere, con la creazione di leggi assolutamente illiberali, la più ferrea costrizione, a loro beneficio naturalmente, per gli altri.
Col progredire di questo mio sentire, ho mano, mano rarefatto le apparizioni sui quotidiani spessissimo mandando a quel paese, per insofferenza appunto e non pentendomene mai, i direttori.
Come sai, a marzo ho chiuso la raccolta dei miei scritti in una edizione di un qualche prestigio e fuori commercio e quel che oggi mi va di vergare pubblico sul mio sito o invio agli amici, vessandoli.
Seguo oramai – per fortuna è questo 2012 anno elettorale negli Stati Uniti – praticamente solo le elezioni americane.
Ecco, ti scrivo per annunciarti che dopo il 20 gennaio 2013, data di insediamento del presidente USA e giorno nel quale terminerò di comporre il saggio che conterà all’incirca mille pagine nel quale, tra divagazioni, seguo la campagna oggi in corso, conto di smettere.
Ho cominciato, lo sai, per caso.
Poserò alla fine la penna avendolo determinato.
Penso, dipoi, di concedermi un paio o tre d’anni di sola lettura.
Ho bisogno, necessità in specie di ri-leggere.
Scusa per il troppo lungo sfogo e per il mucchio di parole alla fine senza senso o necessità

Lo so, è troppo presto per me non ancora settantenne, ma vedo e sento che sto per essere travolto dalla classica ‘insofferenza dei vecchi’.Non sopporto piu’ nulla e non tanto riguardo alla sfera privata – dove almeno trovo rifugio e dolcezza nei nipotini – quanto e fortissimamente a quella pubblica.Non mi riesce di leggere un giornale o di seguire un tg se non arrabbiandomi e sul serio.Sono travolto da tempestose ondate di disprezzo per questo o per quel personaggio e per intere classi di cittadini soprattutto se penso a come si esprimono in quanto elettori.Ho teorizzato or ora un immediato futuro nel quale venga tolto a costoro, a tutti per sicurezza, il diritto di voto.Colgo – ancor più dolorosamente visto che ne soffro – le castronerie infinite, gli errori, le ignoranze dei giornalisti, le loro evidenti o celate connivenze col potente di turno, il loro maramaldeggiare sugli sconfitti, il loro mentire a proposito degli avversari politici…Sono costantemente all’opposizione e non come Groucho Marx (“Qualsiasi cosa sia, io sono contro”, fulminante) per partito preso.Antico liberale, sono approdato ad una anarchia di destra che mi fa pretendere la massima mia libertà e insieme volere, con la creazione di leggi assolutamente illiberali, la più ferrea costrizione, a loro beneficio naturalmente, per gli altri.Col progredire di questo mio sentire, ho mano, mano rarefatto le apparizioni sui quotidiani spessissimo mandando a quel paese, per insofferenza appunto e non pentendomene mai, i direttori.Come sai, a marzo ho chiuso la raccolta dei miei scritti in una edizione di un qualche prestigio e fuori commercio e quel che oggi mi va di vergare pubblico sul mio sito o invio agli amici, vessandoli.Seguo oramai – per fortuna è questo 2012 anno elettorale negli Stati Uniti – praticamente solo le elezioni americane.Ecco, ti scrivo per annunciarti che dopo il 20 gennaio 2013, data di insediamento del presidente USA e giorno nel quale terminerò di comporre il saggio che conterà all’incirca mille pagine nel quale, tra divagazioni, seguo la campagna oggi in corso, conto di smettere.Ho cominciato, lo sai, per caso.Poserò alla fine la penna avendolo determinato.Penso, dipoi, di concedermi un paio o tre d’anni di sola lettura.Ho bisogno, necessità in specie di ri-leggere.Scusa per il troppo lungo sfogo e per il mucchio di parole alla fine senza senso o necessità

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1 comment for “L’INSOFFERENZA DEI VECCHI

  1. giorgio castriota santa maria bella
    12 ottobre 2012 at 18:12

    CAPISCO IN TOTO L’AUTORE ! ANCH’IO ,INFATTI,Ho le stesse sue reazioni . NOn seguo ,però, troppo la campagna elettorale statunitense perché attribuisco agli yankees gran parte delle colpe dell’attuale crisi mondiale e non mi piace affatto il loro modello di società pur essendo un convinto liberale.

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