NAVEM PERFORARE IN QUA IPSE NAVIGET

(= “Fa un buco nella nave sulla quale egli stesso naviga “, frase attribuita a Cicerone, citata da Quintiliano).
E’ questa la palese idiozia in cui con atti di malgoverno ,corruzione e sprechi nella gestione della cosa pubblica ci siamo distinti in questi anni. La crisi economica e sociale gravissima, di origine soprattutto esogena, in cui si dibatte il nostro Paese sta indicando un non improbabile affondamento del naviglio Italia.

L’indignazione, diffusa nell’opinione pubblica in questi giorni di fronte ai casi di impudente spreco delle risorse pubbliche ad opera di alcuni eletti (tali solo in senso tecnico e non ,ovviamente, nell’accezione originaria di “scelto liberamente perché giudicato il migliore”), può essere l’inizio di un sentimento collettivo di resipiscenza che potrebbe essere il primo passo per quella ricostruzione morale del Paese che costituisce la base indispensabile per tentare di risollevare la nostra patria.
Occorrono , innanzi tutto, alla guida della “res publica”, specie a livello locale, uomini nuovi ed onesti, gente cioé che abbia dimostrato nella vita di essere professionalmente valida e proba. I politici professionisti (perché non hanno altro mestiere ) dovrebbero scomparire. dalle liste degli eligendi.

Ben vengano i giovani ma si tenga presente che questo ” status ” non é sinonimo di validità professionale e di onestà. (Abbiamo ,invero, conosciuto giovani politicanti astuti e spregiudicatiissimi !). Sarebbe la “Finis Italiae” .

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