CONTRO LA DEMOCRAZIA

“Il migliore argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con un elettore medio”
Winston Churchill

“La democrazia è una indebita estensione della statistica”
Jorge Luis Borges

Sono oggi personalmente e decisamente avverso alla democrazia.
Perché mai, al riguardo, mi chiedo, una manica di ignoranti o di immemori, di idioti, di incompetenti e quant’altro (tutti insieme, una larghissima maggioranza) può decidere del mio futuro e di quello del Paese nelle urne?
Da sempre, assisto a votazioni senza senso, all’espressione di preferenze politiche dettate da tutto meno che dall’intelligenza e dalla ragione.
E i risultati? Governicchi o governacci, in particolare in questi ultimi decenni nei quali le idee e le ideologie sono scomparse, guidati e formati, con rarissime eccezioni, da omuncoli.
E le prospettive? Drammatiche, stante la riproposizione ad opera dei partiti delle stesse facce, dei medesimi predetti omuncoli, di persone che nel corso di lunghissime carriere con le leve del potere a portata di mano, se interrogate sotto ipnosi e quindi costrette a dire la verità, dovrebbero riconoscere di non avere fatto mai niente di buono, di non aver concluso nulla di positivo a favore dei cittadini in primo luogo per assoluta incapacità.
E le alternative? Nessuna, invero, ove si consideri che a guidare movimenti apparentemente nuovi sono vecchi arnesi del sottobosco economico politico o dilettanti allo sbaraglio e che l’aver imposto i professori – i cosiddetti ‘tecnici’ – alla guida del Paese si è rivelato deleterio.
E non è forse risaputo e incontrovertibile che, come in politica scendono, da sempre in prevalenza ed oggi pressoché solamente, ignoranti, incapaci, fannulloni, ladri e delinquenti, docenti universitari si diventa non certo per capacità e competenza ma perché appartenenti a questa o a quella cordata ‘baronale’, alla massoneria e alle differenti mafie?
E’ vero: si parla di un grave malcontento, di una disaffezione irreparabile. Si prevede un’astensione epocale. Ma con quali esiti?
Fossi persona con le mani in pasta, mi augurerei la desertificazione dei seggi ben sapendo che compagni e amici si recherebbero comunque e sempre alle urne permettendomi di continuare nel malaffare.
Credo pertanto e fortemente, considerato quanto detto e gli esiti delle votazioni, che sia giunto il momento, una volta cacciati a pedate gli eletti, di togliere il diritto di voto ai cittadini elettori.

E dopo, mi si chiederà?
Sotto una dura sferza, almeno dieci anni di Purgatorio o, come molti direbbero, d’Inferno
un decennio, in primo assoluto luogo e con limitatissime indulgenze, di studio e di ferrea disciplina che permetta ai migliori di emergere
dieci anni nei quali il deleterio uso delle tecnologie legate alla libera informazione sia assolutamente proibito
un decennio di leggi a termine del tutto illiberali ma in moltissimi ambiti indispensabili e risolutive.

Leggendo queste righe le ‘anime belle’ inorridiscono? Gli adoratori del ‘politicamente corretto’ si stracciano le vesti? Coloro che desiderano provvedimenti ‘etici’ senza minimamente considerare le conseguenze infauste alle quali, nella vita di tutti i giorni, conducono mi additano come fascista?
Perfetto, l’opposizione di queste sicuramente larghe schiere di scimmiotti trinariciuti ed ammaestrati conferma che è quella esposta la strada da seguire senza indugi.

“Certo è che una classe politica tanto incapace e tesa al malaffare non avrebbe mai potuto conquistare e a lungo conservare il potere se non avesse potuto contare sul sostegno di un giornalismo ignorante, mercenario e partecipe”

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