ARRIVA L’UNIONE BANCARIA: PIU’ POTERI ALLA BCE

Lo scorso 12 settembre la Commissione europea ha pubblicato “A roadmap towards banking union” (un percorso verso l’Unione bancaria), un documento molto chiaro circa scadenze e tappe  della “famigerata” Unione bancaria 2014.

Completare la riforme del quadro normativo europeo in materia economico finanziaria è fondamentale”, spiega la Commissione, anche se non sarà sufficiente per risolvere la crisi e l’instabilità finanziaria della zona euro.

La roadmap ha la finalità di ripristinare la fiducia nel settore bancario nell’area euro, ma è parte di una visione più a lungo termine per una maggiore integrazione economica e fiscale. La parte fondamentale di questa riforma è quella dello spostamento della vigilanza bancaria a livello europeo, combinata con un sistema comune di tutela dei depositi e della gestione integrata della crisi bancaria.

Dunque poteri di vigilanza concentrati a Francoforte, con relativa disciplina racchiusa in un Regolamento che accompagna la comunicazione della Commissione, assieme ad una proposta di modifica del Regolamento istitutivo dell’Eba (European Banking authority) e con relativi malpancisti tedeschi che iniziano già con le critiche e con le rivendicazioni. Comunque è giusto ribadire che l’eventualità di una BCE padrona della sorveglianza bancaria su quasi seimila istituti, dovrà passare indenne, e sarà difficile, il vaglio dell’unanimità del Consiglio.

Questa roadmap sarà, inoltre, un bel banco di prova in vista dell’Unione politica o di un un’unione federale di Stati sovrani, come enunciata dal Presidente della Commissione Barroso durante l’ultima seduta plenaria del Parlamento Europeo. Anche in questo caso ci sarà da superare lo scoglio della Germania, ma forse questa volta il mare potrebbe essere meno in tempesta e permetterà una navigazione più agevole da parte della barca-Europa. Infatti, viste le ultime aperture sulla strategia Draghi da parte del Cancelliere Merkel, ci si potranno aspettare posizioni, certamente critiche – non sia mai che la Germania, e in particolare la Bundesbank, sia in accordo su tutti i punti – , ma almeno indirizzate a un dibattito costruttivo.

Per realizzare il progetto della Commissione europea sull’unione bancaria, servirà non solo un dibattito costruttivo ma un colpo di reni, un vero e proprio cambio di marcia in fatto di tempistiche ed esiti. Risultati che dovranno essere il meno annacquati possibile rispetto alle premesse iniziali, per non deludere ancora una volta i mercati finanziari.

Un’eventuale unione in questo sarà, dunque, complicata da raggiungere poiché comporterà una rilevante cessione di sovranità a Francoforte da parte degli istituti di vigilanza nazionale. Una volta compiuto questo passo, però, sarà naturale procedere verso una maggiore integrazione fiscale e da lì in poi nessuno sa cosa potrà davvero accadere. Si, forse anche l’Unione politica, Germania permettendo ovviamente.

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