LETTERA A LUCA GOLDONI CHE VITUPERA ROMNEY

Caro Luca,
Romney, cosa che spaventa tutti gli adoratori del compromesso, del ‘volemose bene’ e del ‘politically correct’, tutte le ‘anime belle’ use in Italia, in Europa e per bocca dei democratici americani  a sentirsi raccontare cio’ che gradiscono e che non le disturba, è semplicemente uno che dice quel che pensa.
Dopo di che, i media in mano alle sinistre lo attaccano: tutto quanto non piace a questi coltissimi signori (ai quali, umilmente mi inchino pronto ad abbeverarmi) è una gaffe.
Ma, vedi Luca, votano i cittadini, non i media e, grande sorpresa, l’amato Obama se ne andrà a casa.
Nel 2004 eravate tutti per Kerry, i sondaggi fino al giorno delle votazioni lo davano vincente, gli exit polls addirittura dicevano che aveva già vinto (ero da Vespa e l’unico tra i presenti a dire che non era vero e che Bush avrebbe prevalso: puoi vedere la registrazione).
Ebbene, il vituperato secondo Bush vinse di tre milioni di voti e passa e la cosa vi lascio’ basiti facendovi pensare e scrivere (su Repubblica) “Ah, quanto sono beceri questi americani”.
Io sono contro la democrazia, contro il voto dato a tutti, idioti e ignoranti compresi che sono larghissima maggioranza: non ritengo giusto che costoro decidano del mio avvenire.
Ma voi, voi che albergate a sinistra, nella democraticissima sinistra (nella quale si sono illustrati grandi uomini quali Stalin, Mao, Pol Pot, i mille dittatori che hanno governato mezzo mondo per decenni e ancora dominano in Corea del Nord e a Cuba), suvvia, soggiacete al volere dei piu’, non fatelo solo quando l’esito coincide con le vostre idee (a proposito di USA, per esempio, dovreste sostenere il diritto all’uso delle armi e la pena di morte che oltre il sessanta per cento degli americani vogliono).

Sto con Romney anche se gli avrei preferito di gran lunga Condoleezza Rice, donna eccezionale sotto ogni punto di vista, culturale in primo luogo.

Sto con Romney e in genere con i repubblicani (perfino con il povero John McCain che è riuscito a perdere con Obama per i suoi mille errori) per la loro vicenda e perché non mentono.

In tutta la storia USA, un solo democratico è stato davvero grande ed è ovviamente l’unico del quale i coltissimi intellettuali che hanno studiato sui rotocalchi e quindi amano Kennedy, parlano male: Lyndon Johnson, per la politica interna, per le minoranze, per i poveri, un vero gigante.

Per il resto, robaccia, questi democratici tutti e Obama tra loro.

Un carissimo abbraccio,

Mauro

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