IL CORRIERE DELLA SERA HA FORSE CAPITO QUALCOSA A PROPOSITO DELLA ‘PRIMAVERA ARABA’: UN ANNO E QUALCHE MESE DOPO!!!!

Non so bene come definire l’articolo di fondo a firma Angelo Panebianco pubblicato oggi dal Corriere della Sera.

Un articolo col quale il piu’ importante quotidiano italiano, dopo i recentissimi moti egiziani e l’assalto di Bengasi, arriva fra l’altro a riconoscere che nei trascorsi lunghi mesi ci sono stati “errori di lettura delle rivolte arabe dello scorso anno” e che “gli occidentali non si avvidero che l’abbattimento della torva dittatura di Gheddafi avrebbe spalancato le porte, come è avvenuto, al dilagare dell’estremismo islamico”.

Un pezzo che conferma l’incapacità assoluta e drammatica non del solo Corriere e delle sue autorevoli (?) firme ma di tutti i quotidiani e in generale i media di comprendere gli avvenimenti e di prevederne correttamente gli esiti.

Per quanto mi riguarda, dopo un primo intervento proprio sul giornale di via Solferino nel momento in cui gli Stati europei davano inizio ai loro bombardamenti in Libia, ho pubblicato via internet l’1 agosto 2011 e dipoi raccolto nel mio libro ‘Figura e memoria del tempo presente’, uscito nel febbraio del corrente anno, l’invettiva che qui sotto riporto il cui contenuto sottoscrivo pienamente di bel nuovo.

LA PRIMAVERA ARABA

(1 agosto 2011)

La ‘primavera araba’.
Che bella espressione!
Come suonava bene alle orecchie dei più!
Gli adoratori del politicamente corretto, i pacifisti, i giornalisti pressoché in coro, tutte (tutte) le persone, tutti (tutti) i movimenti che fanno capo alla sinistra, insomma le anime belle che non capiscono mai niente e che, quando va bene, si rendono conto una trentina di anni dopo che si erano sbagliati, esultavano non più di qualche mese fa per la benedetta ‘primavera araba’.
Nelle loro menti prive di ogni capacità di discernimento, vedevano, erano certi costoro di un luminoso e ‘democratico’  – per carità, assolutamente, indiscutibilmente ‘democratico’ – futuro che avrebbe coinvolto l’intero mondo islamico.
Vuoi mettere?

C’é internet!
Al Qaida?

Sciocchezze!
Il fondamentalismo? I Fratelli Mussulmani?

Spariti come neve al sole!
E che diranno oggi, nel momento in cui proprio i fondamentalisti in Egitto e altrove occupano minacciosamente le piazze?
E che diranno domani, quando il luogo dei da loro detestati e combattuti Gheddafi (che avrebbe dovuto cadere subito, non è vero?), Mubarak e soci si troveranno ad avere a che fare con gli eredi di Bin Laden?
Capiranno?
Per carità: costituzionalmente non possono capire, il loro cervello è all’ammasso!
E pensare che questi signori governano, dispongono, creano e guidano le opinioni…
E se li mandassimo tutti a quel paese?

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2 comments for “IL CORRIERE DELLA SERA HA FORSE CAPITO QUALCOSA A PROPOSITO DELLA ‘PRIMAVERA ARABA’: UN ANNO E QUALCHE MESE DOPO!!!!

  1. giorgio castriota santa maria bella
    20 settembre 2012 at 20:05

    Sono d’accordo. Io ho scritto in epoca non sospetta cosa sarebbe diventata la c.d, primavera araba . Occorre conoscere la dottrina islamica e la loro storia. Per noi Occidentali ora “necesse est ” non farsi illusioni e chiudere le frontiere all’immigrazione malgrado il prof. Riccardi !

  2. Michele Rinaldi
    17 settembre 2012 at 13:40

    I IS (Intellettali di Sinistra) in Italia, ma non solo, immaginano le Colonne d’Ercole ai confini dei loro schemi mentali, magari vecchi di cinquant’anni e confezionati in qualche ammuffita aula d’università.Al di là non c’è l’ignoto, come saggiamente credevano gli antichi, ma il nulla.La incessantemente cangiante realtà del mondo per essi non esiste, perché il mondo coincide con i loro schemi mentali.Non hanno bisogno di aprire gli occhi sul mondo e tendere le orecchie per ascoltarne i rumori di fondo e nemmeno i fracassi di superficie.Essi ascoltano soltanto se stessi, guardandosi e ammirandosi nello specchio.A chi osa contraddirli oppongono subito un sopracciglio inarcato e un accenno di risolino di compatimento all’angolo della bocca : le due smorfie classiche che mettono in soggezione chi non è abbastanza sveglio da capire che ha a che fare soltanto con dei cretini sproloquianti.Il Corrierone ingloba gli sproloquianti e gli addormentati e sotto un garbo di maniera si spaccia per giornale “pluralista”: che significa? Non è un giornale d’opinione, ma di opinioni.Pubblica tutto e il contrario di tutto, purché espresso educatamente.Non è un punto di riferimento, ma un sughero che va dove l’onda lo porta.

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