IL LUSSO E’ PIU’ SPIETATO DELLA GUERRA” (DECIMO GIUNIO GIOVENALE)

“La società dei consumi, avvezza a sancire il perpetuo mutamento tecnologico, la generazione di nuove mode e di nuovi desideri e la sostanziale sovranità del mercato, non rispettava i valori ereditati e lo status quo sociale. Essa produceva oltre che consensi conflitti sociali.

Le culture tradizionali legate a comunità etniche, tradizioni religiose e aree geografiche specifiche rischiavano di finire assorbite o diluite in un mare di prodotti standardizzati e di atteggiamenti omogeneizzati diffusi dai fabbricanti, dai pubblicitari, dalla radio e dal cinema…
Il consumo individuale era forse non solo il mezzo ma anche il fine dell’ esistenza?”

A che proposito, guardando a quale momento storico l’ottimo Michael Parrish ha vergato le righe or ora riportate?
Parlava degli anni che ci hanno portato alla crisi economica che stiamo vivendo, forse e come sembrerebbe?
No, si riferiva ai Venti del Novecento, quindi al decennio precedente il crollo di Wall Street e la successiva Grande depressione.
Nel brano non si parla, non essendo ancora stata inventata, della tv.
Considerato che oggi questo vero mostro c’è, possiamo davvero dire che se non siamo ridotti al lumicino è perché siamo molto fortunati.

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