DENVER DICE 320 A 218 PER ROMNEY

La Tampa repubblicana ha chiuso i battenti mentre a Charlotte prosegue la kermesse democratica ed ecco che l’Università di Denver, Colorado, propone una previsione assai difforme rispetto a quelle correnti.
I professori Kenneth Bickers e Michael Berry, considerati i mille fattori in campo ma soprattutto, e non poteva essere altrimenti, l’andamento dell’ economia, concludono una loro analisi Stato per Stato affermando che degli undici attuali ‘swing States’ (quelli in bilico) Obama ne conquisterà solo due, Iowa e New Mexico, mentre gli altri andranno a Romney che quindi arriverebbe a trecentoventi delegati su cinquecentotrentotto lasciandone al rivale solo duecentodiciotto e strappandogli White House.
Inoltre, i due prevedono che i voti popolari a livello nazionale saranno in tal modo ripartiti: cinquantadue e nove per cento a Romney e quarantasette e uno a Obama.
Praticamente, si tornerebbe ad un recente passato, con il candidato democratico in grado di prevalere solo in tutti gli Stati sulla costa pacifica (tranne l’Alaska), nelle Hawaii, e negli Stati che si affacciano nel nord del Paese sull’Atlantico (oltre che nei due sopra citati)  perdendo in tutti gli altri.
L’analisi dei professori dell’Università di Denver è accuratissima, al punto di prevedere perfino la distribuzione dei delegati spettanti al Maine che non segue (come il Nebraska) per l’attribuzione il sistema ‘winner take all’. Ebbene, tre andrebbero ai democratici e uno, specificamente quello del secondo distretto, ai repubblicani.
Staremo a vedere ma va segnalata comunque questa ‘prima volta’, inoltre molto netta nei numeri, a favore di Romney.

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