Auri Sacra Fames

“L’esecranda fame dell’oro ” (Virgilio, Eneide, 3,56) .
E’ ormai accertato che, assieme ai debiti pubblici, una, se non la principale, delle cause della tremenda crisi depressiva che sta colpendo l’Occidente è da ricercarsi nella folle politica del credito facile praticata dal sistema bancario statunitense, prima, da alcuni paesi europei (v. Spagna) , poi, alimentata, ovviamente, dalla cupidigia degli operatori finanziari.
Un esempio eclatante di tale dissennata avidità è stata anche la manipolazione ormai acclarata del Libor ad opera di vari istituti di credito di primissimo piano.
E’ altrettanto palese -crediamo- che vi é stata una latitanza degli organi preposti alla vigilanza bancaria, statunitensi e di alcuni paesi europei.
Anche alcuni banchieri hanno ammesso che il “modus operandi” del sistema creditizio  occidentale non é piu’ accettabile. Si vedano, ad es., le recentissime dichiarazioni di Sanford Weill, fondatore del Citygroup di cui fu alla guida dal 1998 al 2003.
Una radicale riforma del sistema perciò, s’impone.
A nostro sommesso parere dovrà avere come principali obiettivi: una separazione netta tra le attività di credito ordinario e quelle d’investimento ed una vigilanza bancaria rigorosa. Si dovrebbe cioé ripristinare, in primis, migliorandola, la disciplina introdotta dopo la “Grande Depressione ” del 1929 negli Stati Uniti con il ” Glass -Steagall Act ” e in Italia con la legge bancaria del 1936. Queste due leggi furono soppresse, la prima nel 1999, la seconda nel 1993, su pressione dell’establishment finanziario -accademico anglo-sassone dato che tutto quel che si dice e si fa laddove si parla inglese é ottimo ! Ed ottima era naturalmente l’idea della grande banca universale. L’abbiamo visto !
Occorre poi elaborare un sistema di rigorosi controlli che per funzionare deve essere centralizzato al massimo e non solo a livello europeo. E qui sorgono difficoltà grandissime perchè gli interessi e le normative tutorie degli stessi (si pensi, ad es., all’enorme autonomia di cui gode la City) sono di non facile superamento.
Se non si vogliono avere altre crisi non ci sono, però, altre soluzioni. Speriamo che i Governi ne siano coscienti e, soprattutto, impartiscano chiare direttive ai loro esperti e fissino precise scadenze. I tempi lunghi sono perniciosi !
Per concludere in maniera lieve e ricordando il motto latino della Commedia “Castigat ridendo mores ” (=Corregge i costumi ridendo “) ci sia perdonato se a questo punto raccontiamo un aneddoto ascoltato anni fa da un altissimo dirigente del Ministero del Tesoro francese che non amava gli avvocati d’affari statunitensi e se l’applichiamo agli uomini del mondo finanziario in generale. La storiella é la seguente: ” Un signore entra un giorno in un cimitero di New York. Percorrendo un vialetto tra le tombe gli cade l’occhio sulla scritta incisa su una lapide che diceva: “Qui riposa J. Smith, esimio banchiere ed uomo dabbene “.Perplesso esclama: “Che strano hanno seppellito due persone diverse nella stessa tomba !”.

“L’esecranda fame dell’oro ” (Virgilio, Eneide, 3,56) .
E’ ormai accertato che, assieme ai debiti pubblici, una, se non la principale, delle cause della tremenda crisi depressiva che sta colpendo l’Occidente è da ricercarsi nella folle politica del credito facile praticata dal sistema bancario statunitense, prima, da alcuni paesi europei (v. Spagna) , poi, alimentata, ovviamente, dalla cupidigia degli operatori finanziari.
Un esempio eclatante di tale dissennata avidità è stata anche la manipolazione ormai acclarata del Libor ad opera di vari istituti di credito di primissimo piano.
E’ altrettanto palese -crediamo- che vi é stata una latitanza degli organi preposti alla vigilanza bancaria, statunitensi e di alcuni paesi europei.
Anche alcuni banchieri hanno ammesso che il “modus operandi” del sistema creditizio occidentale non é piu’ accettabile. Si vedano, ad es., le recentissime dichiarazioni di Sanford Weill, fondatore del Citygroup di cui fu alla guida dal 1998 al 2003.
Una radicale riforma del sistema perciò, s’impone.
A nostro sommesso parere dovrà avere come principali obiettivi: una separazione netta tra le attività di credito ordinario e quelle d’investimento ed una vigilanza bancaria rigorosa. Si dovrebbe cioé ripristinare, in primis, migliorandola, la disciplina introdotta dopo la “Grande Depressione ” del 1929 negli Stati Uniti con il ” Glass -Steagall Act ” e in Italia con la legge bancaria del 1936. Queste due leggi furono soppresse, la prima nel 1999, la seconda nel 1993, su pressione dell’establishment finanziario -accademico anglo-sassone dato che tutto quel che si dice e si fa laddove si parla inglese é ottimo ! Ed ottima era naturalmente l’idea della grande banca universale. L’abbiamo visto !
Occorre poi elaborare un sistema di rigorosi controlli che per funzionare deve essere centralizzato al massimo e non solo a livello europeo. E qui sorgono difficoltà grandissime perchè gli interessi e le normative tutorie degli stessi (si pensi, ad es., all’enorme autonomia di cui gode la City) sono di non facile superamento.
Se non si vogliono avere altre crisi non ci sono, però, altre soluzioni. Speriamo che i Governi ne siano coscienti e, soprattutto, impartiscano chiare direttive ai loro esperti e fissino precise scadenze. I tempi lunghi sono perniciosi !
Per concludere in maniera lieve e ricordando il motto latino della Commedia “Castigat ridendo mores ” (=Corregge i costumi ridendo “) ci sia perdonato se a questo punto raccontiamo un aneddoto ascoltato anni fa da un altissimo dirigente del Ministero del Tesoro francese che non amava gli avvocati d’affari statunitensi e se l’applichiamo agli uomini del mondo finanziario in generale. La storiella é la seguente: ” Un signore entra un giorno in un cimitero di New York. Percorrendo un vialetto tra le tombe gli cade l’occhio sulla scritta incisa su una lapide che diceva: “Qui riposa J. Smith, esimio banchiere ed uomo dabbene “.Perplesso esclama: “Che strano hanno seppellito due persone diverse nella stessa tomba !”.

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