Addio Luigi Lazzaroni

Il 23 luglio è scomparso Luigi Lazzaroni, industriale e mecenate. Lo conobbi nel 2006, quando da poco assessore alla mobilità e all’ambiente del Comune di Milano, venne a trovarmi con una buona idea e con la disponibilità a realizzarla: raccogliere sponsor per installare rastrelliere in città. L’aveva già fatto anni addietro per la cura delle aiuole milanesi, allora trascurate e spelacchiate, oggi ben curate e vanto della città, grazie alla sua intuizione. Non riuscii a far decollare il nuovo progetto per gli intoppi della burocrazia, anche se feci partire un piano per diffondere le rastrelliere, che va tuttora avanti.

Dalla condivisione degli obiettivi per migliorare Milano (Lazzaroni era molto legato alla sua Saronno, ma ha fatto molto anche per Milano, che l’ha insignito dell’Ambrogino d’oro) nacque un’amicizia basata sulla stima reciproca. Sapevo di poter contare sui suoi consigli lungimiranti e disinteressati nella difficile arte dell’amministrazione pubblica.

Nei modi gentili e raffinati era un signore d’altri tempi, ma che viveva intensamente la realtà attuale con spirito innovatore. Tra le sue passioni: la storia della famiglia (il suo museo  con la collezione di scatole dei biscotti dell’azienda di famiglia attraversa l’evoluzione del design italiano), le auto d’epoca e la caccia. Passioni vissute con gusto ed ironia, senza eccessi e con il sincero desiderio di condividere le cose belle.

Aveva 81 anni quando la malattia l’ha spento. Se ci fossero tanti Luigi Lazzaroni il mondo sarebbe migliore. Mi mancherà.

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