La Cancelliera Merkel con teutonica tenacia continua a colpire

E’ noto che la diplomazia non é una delle virtu’ peculiari del popolo tedesco il quale ha una visione del mondo solo in due colori :il bianco ed il nero. Il grigio non é preso in considerazione.
La Cancelliera Merkel in questo difetto nazionale non é seconda a nessuno dei suoi connazionali.
Invero con ripetuti, inopportuni interventi pubblici ha manifestato i suoi dubbi circa le possibilità che i paesi del meridione d’Europa possano attuare politiche di risanamento economico e con “non riservate ” esternazioni ha piu’ volte ribadito i suoi “nein” ad aiuti comunitari non assortiti dal soddisfacimento di dure condizioni da parte dei paesi beneficiari(v. da ultimo l’intervista televisiva del 16 crt.m.).
L’ineffabile signora di Berlino non si rende conto che così facendo favorisce la speculazione internazionale e peggiora la situazione delle economie in affanno e, per conseguenza, aumenta il volume degli eventuali aiuti comunitari ? I nostri maggiori avevano due saggi proverbi :”Qui nescit dissimulare nescit regnare (= Chi non sa dissimulare non sa regnare) e ” il silenzio é d’oro “. Ma forse il latino non veniva insegnato nella D.D.R. dove é cresciuta Angela Merkel.
Forse la signora aumenterà il suo consenso nella prossima tornata elettorale ma é dubbio che la Germania potrà trarre vantaggio da un’Europa in dissesto. Questa seconda eventualità non é affatto da escludere stante la crisi che colpisce, anche se in varia misura, tutto il globo.
Da tempo dubitavamo delle qualità di statista della sullodata ora ne siamo certi.
Nel XX° secolo l’Europa é stata distrutta ad opera della Germania due volte. Grazie a ” veri ” uomini di Stato (Monnet, Schumann, Adenauer,De Gasperi Martino, Spaak, Kohl etc.) si é risollevata ed ha fruito di un lunghissimo periodo di pace e prosperità. Ora i rischi di un disfacimento della costruzione europea per il prevalere dell’incapacità dei governanti e degli egoismi nazionali sono elevati.
Forse si sta inverando il detto :”Deus dementat prius quem vult damnare ” (= Giove fa prima uscir di senno colui che vuol portare alla rovina).

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